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Super Trofeo Stories: Un sogno d’infanzia vissuto con un’icona asiatica

24 Novembre 2023

Correre con una Lamborghini Huracán ad alti livelli è un sogno per molti, mentre riuscire a realizzarlo è una cosa che solo pochi possono raccontare. Farlo quando si è ancora nel periodo dell’adolescenza è un traguardo solo una manciata di piloti sono riusciti a raggiungere. Uno di questi è Dougie Bolger.

Al debutto ad inizio stagione, il giovane anglo-giapponese ha avuto come compagno di squadra l’icona del motorsport singalese Dilantha Malagamuwa, con il quale ha condiviso la Huracán Super Trofeo Evo2 numero 15 del Lamborghini Stuttgart by Target Racing, rinsaldando un rapporto nato oltre dieci anni prima. Il legame tra Bolger, Dilantha e Lamborghini risale a molto tempo fa.

Nato a Tokyo nel 2004, da padre inglese e madre giapponese, Dougie non poteva che essere un appassionato di motori, essendo cresciuto in mezzo alle auto, iniziando presto a correre nei kart. «Cominciai nel karting perché mio padre amava le auto e possedeva una Lambo. Sono salito sul kart per la prima volta a tre anni, iniziando a gareggiare tre anni dopo», racconta Bolger. «Non avevamo molta conoscenza sulle corse, mi limitavo semplicemente a fare dei giri!». Fu un evento di corse in Giappone che instillò in Bolger la passione per le gare: «Andammo ad una tappa del Super Trofeo e per me fu fantastico! Lì conoscemmo Dilantha, che mi mostrò la sua auto, facendomi sedere all’interno. Rimanemmo nel suo garage per tutto il resto del fine settimana, facendo tante cose piacevoli. Nonostante fu una cosa di un solo weekend, abbiamo continuato a rimanere in contatto».

Quell’incontro, avvenuto casualmente, ha dato a Bolger l'opportunità di partecipare al Super Trofeo Europa all'inizio del 2023, la sua prima gara in GT dopo una carriera in monoposto nel Regno Unito. Per un giovane pilota in ascesa, Bolger sapeva che, pur avendo avuto successo in Giappone, sarebbe stato necessario uscire dalla sua zona di comfort se avesse voluto realizzare la sua precoce ambizione di raggiungere la Formula Uno. Inseguire quell’obiettivo significava un trasferimento quasi impensabile nel paese d'origine del padre, il Regno Unito, la base del karting e del motorsport di base. All'età di 12 anni Dougie si trasferì quindi dai suoi parenti britannici. «All'epoca, con le conoscenze che avevamo, il Regno Unito era il posto migliore per noi per correre», ricorda Bolger. «Era il posto giusto, c'erano tutti i contatti, tutti avevano la loro sede lì. Sono andato a scuola nel Regno Unito ed è stato molto duro per me. Ho cercato di avere una vita normale, quando non ero in pista, ma non era facile perché correvo molto. Nonostante tutto ho imparato molto nei cinque anni successivi, progredendo al punto di capire che avrei potuto passare alle auto».

Ad un certo punto Bolger era stato sotto l’osservazione del McLaren DNA Driver Programme, che lo aveva identificato come un candidato credibile, grazie alla sua forza d’animo e all’impressionante velocità della sua crescita agonistica. La pandemia di COVID ha impedito a Dougie di debuttare sulle monoposto nel 2020, slittato l’anno successivo.
Nel 2022 è passato ai prototipi a ruote coperte, ottenendo un rapido successo in terra britannica. È stato in quel campionato che Bolger ha incontrato Robert Greenwood, il pilota con cui ha fatto coppia in Pro-Am durante il penultimo appuntamento del campionato Lamborghini Super Trofeo Europe di quest'anno. Allo stesso tempo, è arrivata anche una chiamata da un vecchio amico. «Dilantha mi ha contattato dopo oltre dieci anni dal nostro primo incontro, a dimostrazione dell’importanza delle relazioni. È stato incredibile avere la possibilità di gareggiare nella stessa serie in cui lo vidi gareggiare molti anni prima».

Correre al fianco dell’unico pilota singalese ha un’importanza da non sottovalutare. Prima dell’inizio del Super Trofeo Europa, nel quale Bolger ha fatto coppia con Dilantha nelle gare del Paul Ricard e di Spa-Francorchamps, il giovane pilota si è recato nel paese asiatico per partecipare ad una festa di raccolta fondi per il finanziamento della stagione.
«Dilantha ha organizzato un enorme festival pre-stagionale per raccogliere fondi per la sua stagione», racconta Bolger. «Ero sul palco con la più grande rock band dello Sri Lanka, il più grande comico del Paese e ho stretto la mano a tutti loro, ma ho capito solo dopo chi fossero, è stato pazzesco! Ad ogni semaforo rosso a cui ci fermavamo, c'era qualcuno che salutava Dilantha. Mi sono sentito un po' stupido a stare seduto accanto a lui in macchina, ma è stato davvero impressionante e dimostra quanto sia grande la considerazione che hanno per lui».

La fama di Dilantha poteva quasi oscurarlo nella sua prima stagione, ma Bolger è stato all'altezza del suo pedigree di pilota junior in uno degli schieramenti del Super Trofeo più competitivi che si possa ricordare. Le ottime prestazioni in qualifica al Paul Ricard e al Nürburgring hanno permesso al giovane di acquisire una preziosa esperienza al volante della Lamborghini Huracán Super Trofeo Evo2. Anche se i risultati in gara non hanno ripagato le promesse, Bolger è abbastanza soddisfatto, seppur non totalmente, della sua stagione di debutto nel campionato. «Non sapevo cosa aspettarmi, non avendo mai guidato una vettura GT prima. Per me era tutto nuovo», ammette Bolger. «L'ABS, il controllo di trazione, le piste, tutto è stato una curva di apprendimento per me. Quanto sarebbero stati veloci i piloti della classe “PRO”? E quanto gli “Am”? Senza accorgermene mi sono concentrato solo sulle prestazioni. Nelle prove ero circa a quattro secondi dal passo ideale, ma abbiamo continuato a lavorare con il team, fino ad arrivare ad una potenziale ottava posizione in qualifica, se non fosse stato per una violazione dei track limits. In poco tempo è cresciuta la mia confidenza con l’auto. Non ero straordinariamente veloce, ma stavo trovando il mio ritmo avvicinandomi ai primi dieci, che è un buon risultato. Soprattutto nella Pro-Am, che è una classe incredibilmente competitiva».

In un anno di apprendistato, Bolger ha ottenuto il massimo risultato di 11° posto nella categoria Pro a Valencia, mentre il suo miglior weekend Pro-Am è stato quello corso con Greenwood a Vallelunga. I due, che hanno corso insieme nella Radical Cup nel Regno Unito l'anno scorso, hanno concluso all'ottavo posto la prima gara del quinto round, per poi migliorare fino al sesto posto nella seconda gara. Bolger ha poi disputato le World Finals senza condividere la vettura con un compagno, al suo terzo fine settimana nella classe Pro dopo le gare al Nürburgring e a Valencia, concludendo al 13° posto assoluto e al 12° di classe nella seconda gara.

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