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Super Trofeo Stories: dalle due alle quattro ruote

7 Settembre 2023

Se la passione motoristica italiana ha sempre prediletto le quattro ruote, quella spagnola, si sa, ha sempre viaggiato su due.

Tuttavia, grazie anche ai successi ottenuti da Fernando Alonso, Carlos Sainz Jr. e, in misura minore, da Alex Palou nel campionato IndyCar, l’interesse verso l’automobilismo è cresciuto esponenzialmente nella penisola iberica.

Per tanti ragazzi che si vogliono avvicinare al motorsport, il primo contatto avviene tuttavia ancora attraverso le due ruote, come è accaduto a Guillem Pujeu Beya, attuale pilota del Lamborghini Super Trofeo Europa e membro del programma giovani Super Trofeo Young Driver.

«Da bambino ho iniziato con il motocross», racconta Pujeu. «Avevo circa dieci anni e l’anno dopo mio padre mi comprò un kart, perché pensava che il motocross fosse troppo pericoloso per me. Lui è sempre stato un appassionato della Formula 1 e del motorsport in generale e pensava che le gare in kart fossero più sicure per me. È così che è cominciata la mia carriera».

Una Lamborghini Huracán Super Trofeo e una moto da cross sono mezzi totalmente differenti tra loro, ma il ventiduenne spagnolo continua ad applicare sulle quattro ruote parte dell’esperienza fatta nel motocross.

«Probabilmente ci sono degli aspetti del cross che si possono applicare anche alla guida con le vetture GT», spiega Pujeu. «Ad esempio, conoscere e comprendere i vari livelli di aderenza è molto importante sulle moto, perché si scivola molto. L’impegno fisico e la preparazione necessari per essere competitivi sono molto simili tra questi due mondi. Sono entrambe discipline impegnative e tutto quello che ho imparato nel motocross mi è stato utile sulle auto. Quando iniziai con i kart, passando poi alla Formula 4, sapevo già come lavorare fisicamente e come allenarmi ogni giorno per essere il migliore».

Dopo essersi fatto le ossa nei campionati locali di karting, Guillem è passato alle corse automobilistiche, gareggiando esperienza nella competitiva categoria spagnola della Formula 4, nella quale si è classificato secondo nel 2018. Ma, come spesso accade, i crescenti budget necessari per scalare il vertice della piramide automobilistica nelle monoposto hanno portato Pujeu a compiere altre scelte.

«Ho corso nella Formula 4 NEZ (Northern European Zone) e sono arrivato secondo nella F4 spagnola. A quel punto, l’obiettivo sarebbe stato quello di passare alla Formula 3, ma era troppo difficile per me dal punto di vista economico», racconta il pilota originario di Barcellona. «La strada verso la Formula 1 non è alla portata di tutti. Ho deciso di passare alle competizioni per Gran Turismo, iniziando nel GT Open, andando poi a gareggiare nel Lamborghini Super Trofeo Europe. Credo che questo sia un ottimo campionato in cui crescere».

Il salto fatto da Guillem Pujeu è un episodio comune nelle corse automobilistiche, ma è l’esperienza fatta nel motocross a rendere lo spagnolo differente da altri piloti che competono nel monomarca Lamborghini. Una costante nell’esperienza di Pujeu nel Super Trofeo Europa è l’Oregon Team di Giorgio Testa e Jerry Canevisio, con i quali corre da tre anni. Da quest’anno, Guillem ha iniziato a ricoprire un ruolo differente grazie all’arrivo del giovanissimo pilota brasiliano Pedro Ebrahim, che ha compiuto da poco i diciotto anni e che condivide l’auto con Pujeu.

«Sono una sorta di mentore per lui», dice Guillem. «Pedro è molto giovane e non ha molta esperienza nel campionato, ma è veloce e sta migliorando gara dopo gara. Questo ruolo è un bene anche per me, mi dà molta motivazione per migliorare. Siamo una squadra, quindi non c’è una pressione aggiuntiva su di me per essere più veloce di lui o viceversa. Se uno è più veloce dell’altro è un bene per tutti, l’importante è il risultato totale. L’Oregon Team», continua il catalano, «è davvero una famiglia. So che lo dicono tutti quelli che hanno fatto parte della squadra, ma è davvero così. Jerry è molto simpatico, sa come divertirsi fuori dalle piste ma è anche molto professionale quando siamo sul tracciato. Ho imparato molto con loro in questi tre anni».

Questo rapporto e l’equilibrio raggiunto all’interno della Lamborghini Huracán numero 44 dell’Oregon Team sta iniziando a mostrare il suo potenziale. Il duo ispanico-brasiliano ha avuto necessità di un periodo di ambientamento, ma nell’ultimo appuntamento del Nürburgring Guillem e Pedro hanno conquistato due piazzamenti tra i primi dieci. Questi risultati hanno portato ottimismo per la gara di casa di Pujeu, anche se quest’anno si correrà a Valencia e non a Barcellona.

«Conosco bene il Circuit Ricardo Tormo, ho corso lì con la Formula 4 e ho anche fatto alcuni test. È una pista che mi piace e non vedo l’ora di correre in Spagna anche quest’anno», dice Guillem. «Certamente per me essere a casa vuol dire essere a Barcellona, ma alcuni amici e la mia famiglia verranno a vedermi correre a Valencia. Ci sarà un po’ di pressione in più, ma sarà bello averli al mio fianco. Questo mi darà maggiore motivazione per raggiungere un buon risultato».
 

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