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Super Trofeo Stories: Anthony McIntosh e Glenn McGee

16 Maggio 2024

Le corse virtuali degli esports e quelle reali, negli ultimi anni hanno cominciato ad intrecciarsi sempre di più. La pandemia del 2020 ha accelerato un processo che era già in atto da alcuni anni, con i primi progetti volti a portare sulle piste reali i talenti del sim racing.

L'esempio più lampante del passaggio dal virtuale alla realtà, in particolare nel Lamborghini Super Trofeo, è quello di Glenn McGee e Anthony McIntosh. McGee è un Campione del Mondo di sim racing e, prima di passare al motorsport, ha gareggiato contro alcuni dei migliori del settore.

Il sim racing, durante la pandemia, è riuscito a unire le diverse storie di Glenn e Anthony, I due piloti competono con successo nel Super Trofeo, utilizzando le piattaforme di guida virtuali come strumento di allenamento che consentono loro di raggiungere ottimi risultati nella classe Am.

Per ironia della sorte, la collaborazione tra McGee e McIntosh è iniziata in un momento in cui il sim racing ha raggiunto la sua massima popolarità a causa della panedmia. Chi voleva guidare un’auto in pista, poteva usare solo i videogiochi. I due campioni in carica del Lamborghini Super Trofeo Nord America Am non si sono però incrociati per la prima volta su un server online, bensì in una pista della Florida.

«Prima del COVID mi trovai in gravi difficoltà di salute, sono stato in pericolo di vita», racconta McIntosh.

«Dopo che mi ripresi esplose la pandemia, ma avevo l’estremo bisogno di fare qualcosa. Decisi di acquistare una nuova auto, dal momento che prima della mia malattia non ne possedevo una bella. L’auto però non mi fu mai consegnata perché il costruttore fallì nel mentre. Allora pensai di noleggiare un'auto da corsa per una giornata in pista, ma nessuno mi avrebbe noleggiato un'auto. Non avevo esperienza. Così andai in Florida, in un circuito che permetteva di prendere la licenza per correre, guidando alcune auto formula. Lì conobbi Glenn».

McGee ha portato McIntosh a migliorarsi costantemente, ma il suo percorso nelle corse reali è iniziò quattro anni prima del loro incontro, sconvolgendo la Mazda MX-5 Cup. Dopo essere diventato campione del mondo iRacing, Glenn venne invitato a partecipare a una selezione di fine anno contro i piloti del mondo reale, con la possibilità di correre a Daytona come premio per il vincitore.

«Sono l'unico pilota ad essere passato dalle corse Pro sim direttamente alle corse reali. Sono stato campione del mondo di iRacing e nel 2016, dopo aver vinto, un costruttore offrì uno shootout reale. Nella loro selezione c’era sempre un sim driver, per quell’anno fui io», racconta McGee.

«Probabilmente ero lì come strumento di marketing, ma fui il pilota più veloce sul bagnato. Ero circa un secondo e mezzo più rapido degli altri e venni scelto per la MX-5 Cup nell'IMSA. Dopo quel campionato misi la mia carriera in pausa per la difficoltà di trovare finanziamenti per correre, fino a quando non incontrai Tony. L’ho iniziato ad allenare e, nel 2023, abbiamo debuttato insieme nelle competizioni GT».

McIntosh e McGee hanno fatto coppia per la prima volta l'anno scorso, partecipando al Lamborghini Super Trofeo Nord America, nella loro prima stagione nelle gare Gran Turismo. La coppia è stata una vera rivelazione nella classe Am, conquistando cinque vittorie e vincendo il titolo contro una concorrenza agguerrita.

«Non ci aspettavamo di raggiungere così rapidamente i risultati ottenuti l'anno scorso», afferma McIntosh. «I campionati in cui abbiamo gareggiato prima c’erano piloti professionisti e giovani, mentre io ora ho 50 anni. Tutti sono molto carichi e vogliosi di vincere, perché in quei campionati sono messi in palio premi che permettono ai più giovani di proseguire nella loro carriera di pilota, delle vere e proprie borse di studio. Tutti loro devono dimostrare ciò che valgono.  Quando sei abituato a gareggiare sempre contro quei piloti, non sai come te la caverai in altre tipologie di campionati, con piloti con una storia e obiettivi completamente diversi. Nella MX-5 Cup le gare sono sempre tiratissime, al 150%. Hai tre piloti dietro di te che cercano di sorpassarti, tre davanti a te che stanno cercando di difendersi, un altro ancora affiancato a te. Bisogna sempre stare all’erta, per prevenire ogni problema. Il Lamborghini Super Trofeo è diverso, spesso le lotte sono uno a uno e quindi le variabili da governare sono minori. Ci si può concentrare di più sul proprio lavoro e sul proprio miglioramento».

Per McGee, la chiave del successo nel 2023 sta nella sua esperienza nelle corse virtuali, di cui ha beneficiato anche McIntosh.

«Molte delle corse simulate si trasferiscono anche nel motorsport», spiega McGee. «Nel sim racing guido alla stessa maniera di come guido nella realtà, quindi per me è facile trasferire le cose dal virtuale al reale. Visivamente è tutto uguale: i punti di frenata, le curve, ma le forze g e la sensazione degli pneumatici sono forse i punti in cui i sim racer faticano un po', perché il pilota deve capirli. Sia io che Anthony abbiamo la fortuna di avere un ottimo feeling con la vettura, questo ci ha aiutato molto nell'adattamento al mondo reale. Molti sim racer sarebbero normalmente a meno di due secondi da un pilota di F1, ma quello che manca loro è la sensibilità nella comprensione del mezzo».

A causa della sua relativa inesperienza al volante di auto reali, McIntosh usa spesso le simulazioni per allenarsi prima degli eventi. In vista della prima prova del campionato europeo - di cui la coppia ha disputato un'unica gara, oltre ad affrontare il campionato completo in Nord America - il sim racing si è rivelato una risorsa cruciale.

«Per me è tutta una questione di memoria muscolare», dice McIntosh. «Quando devi girare, quali riferimenti prendere per le staccate…sono tutte cose importanti da sapere e allenarmi in questa maniera mi aiuta ad essere veloce. Non abbiamo molto tempo in macchina prima delle qualifiche e delle gare, solo due prove libere di un'ora l’una. Sul simulatore si può scoprire quanto sono difficili alcune curve, dove sono le opportunità di sorpasso, quanto si sgonfiano le gomme  e quanto reagisce la macchina alle varie sollecitazioni. Una volta arrivati in pista, si capisce subito quanto il simulatore sia preciso. E iRacing fa un ottimo lavoro in questo senso. Le scansioni del tracciato sono molto accurate e, di solito, ogni volta che arriviamo su una pista sono perfette».

Il sim racing e il motorsport reale hanno un rapporto sempre più interconnesso, che si è evoluto in modo significativo dopo il 2020. Sta offrendo sia ai piloti professionisti che agli amatori delle valide opportunità per migliorarsi ed essere sempre più veloci. McIntosh e McGee ne sono la perfetta dimostrazione.

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