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Gerard Van Der Horst, il Gentleman Driver

28 Ottobre 2022

Gerard Van der Horst è impegnato nel Super Trofeo Lamborghini da molti anni ma, nonostante questo, non vuole essere considerato un pilota veterano perchè non ritiene di esserlo. Ha iniziato a correre in pista solamente sette anni fa, dopo essersi approcciato alle corse grazie ai track days nei Paesi Bassi, sua terra di origine, e in Belgio. La sua carriera motoristica non ha quindi seguito l’iter naturale, ovvero l’inizio in tenera età sui kart per poi passare alle monoposto. Nonostante il suo tardivo approccio al mondo delle corse, l’olandese è di fatto uno dei piloti più esperti del Super Trofeo.
Come per tanti gentleman drivers, le competizioni rappresentano uno svago dal lavoro di tutti i giorni. Van der Horst è infatti il proprietario di un’azienda impegnata nel mondo del real estate che ha sede nei Paesi Bassi e che opera anche in Germania.
In pista, Van der Horst partecipa alla Lamborghini Cup, classe riservata agli amatori e ai piloti debuttanti. I partecipanti di questa categoria sono dai vertici assoluti e i risultati di Van der Horst rimangono spesso nell’ombra.
Questo per Van der Horst non è un problema. La cosa più importante per lui è confrontarsi con I suoi avversari e dare sfogo alla sua passione. “Dal primo momento nel quale ho guidato una Lamborghini”, racconta Van der Horst, “ho pensato che fosse qualcosa di molto bello da fare. Fu una sensazione fantastica. Il motorsport per me è differente dal mio ambiente di lavoro, nel quale vivo molti momenti di stress. Quando sono nell’abitacolo non ho il tempo di pensare a tutto questo, devo semplicemente affrontare una curva dopo l’altra, rimanendo il più concentrato possibile. È un hobby, nonché il miglior modo per rilassarmi e staccare la spina dal mio lavoro”.
Per molti sembrerà strano definire ‘rilassante’ un’attività come quella automobilistica, nella quale si corre a tutta velocità a bordo di un mezzo meccanico cercando di farsi largo nella mischia a suon di giri veloci, sorpassi e sportellate. “Per me correre è un sogno d’infanzia che si realizza. La mia storia motoristica non è come quella della maggior parte dei piloti. Io ho lavorato per molti anni prima di approcciarmi alle corse ed è stato il mio lavoro che mi ha consentito di potermi permettere di correre. Non avrò avuto la possibilità di vivere una carriera nel motorsport”, continua l’olandese, “ma la mia carriera lavorativa mi ha consentito di sperimentarla. Sono molto grato per questo”.
Arrivato in LB Cup, Van der Horst è stato veloce fin da subito, vincendo la categoria per tre anni consecutivi e sorprendendo tutti. Nel corso delle stagioni si è battuto contro il connazionale Hans Fabri dell’Imperiale Racing. I due hanno quindi sviluppato una sorta di rivalità, all’insegna della correttezza e dell’amicizia. Un aspetto molto importante per Van der Horst è rappresentato dal clima di convivialità che c’è tra i piloti fuori dal tracciato. “Siamo come una grande famiglia. Mi sento a mio agio con Lamborghini. Mi piace tutto del Super Trofeo: le gare, le persone, l’ospitalità e naturalmente il cibo, il migliore”.
Come in tutte le famiglie, spesso i momenti di difficoltà finiscono per rafforzare i legami. Questo è successo anche nel Super Trofeo, sia durante la pandemia, dove ci si è ritrovati a convivere in maniera totalmente diversa rispetto al passato, sia per una disavventura occorsa a Van der Horst nel 2020. “Durante una sessione di test a Barcellona ebbi un brutto incidente nel quale andai violentemente a muro, dopo un contatto con un’altra vettura. Mi ruppi due vertebre e fu un grande shock per me essere portato via dal circuito in ambulanza ed essere ricoverato in ospedale. Le fratture non emersero subito, mi vennero diagnosticate dopo qualche giorno in Olanda. Certamente, gli incidenti sono purtroppo parte delle corse, ma per tre o quattro mesi ho dovuto fare i conti con questo infortunio. Sono stato otto mesi lontano dalle gare”. Per i gentleman drivers queste complicazioni hanno ripercussioni anche nella vita di tutti i giorni. "Quando sono tornato al lavoro, non riuscivo a stare seduto correttamente e ho scoperto che c'erano molte cose pratiche che non potevo fare. È stato difficile, ma le corse sono il mio unico hobby, quindi riesco a trovare un equilibrio".
Seduto nel motorhome della sua squadra nel paddock di Barcellona, Van der Horst ha realizzato di essere sul circuito spagnolo per la prima volta dopo quell’incidente. Se per i piloti professionisti è consuetudine allontanare i brutti pensieri prima di tornare al volante, questa non è un’abitudine per piloti come Van der Horst. “Sono molto nervoso a causa dell’incidente del 2020. L’obiettivo è quello di disputare un fine settimana tranquillo, senza incidenti e arrivare al traguardo”.
Il weekend di Van der Horst è stato complessivamente altalenante, con un secondo posto in Gara 1 e un ritiro in Gara 2. Van der Horst è quindi riuscito a superare il suo brutto infortunio, mandando via gli spettri di quell’incidente che lo ha privato per lunghi mesi della sua serenità e della famiglia Lamborghini, che considera una seconda casa. Gerard Van der Horst è tornato.

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