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Super Trofeo Stories: David Staab
Quando non è immerso nella revisione di documenti legali in qualità di avvocato presso lo studio internazionale di Haynes Boone, David Staab conduce una vita ben diversa. Dal 2022, infatti, vive il suo sogno d’infanzia al volante di una Lamborghini Huracán nella categoria Am del Super Trofeo Nord America.
Originario di Dallas Forth Worth, in Texas, è oggi residente a Trophy Club ed è una delle pietre miliari del campionato continentale delle ultime cinque stagioni, oltre che un perfetto esempio di pilota amatoriale che insegue i propri sogni e dà vita alle proprie passioni, pur mantenendo un lavoro d’ufficio a tempo pieno.
“Guidare una Lamborghini è letteralmente un sogno diventato realtà, per me” esordisce Staab. “Da bambino le pareti della mia stanza erano tappezzate di poster che ritraevano delle Lamborghini; quindi, è abbastanza surreale che io abbia la possibilità di gareggiare proprio con una di quelle vetture”.
“Assomigliano a delle vere e proprie astronavi; niente è più bello delle vetture Super Trofeo nei paddock. Dettagli aerodinamici, 620 CV, tutti gli elementi che contraddistinguono Lamborghini come brand sono presenti e le macchine sono così divertenti da guidare! È davvero incredibile e, ripeto, avere l’opportunità di guidarne una è la realizzazione di ciò che sognavo fin da bambino”
“Anche le piste su cui guidiamo… sono tutte piste su cui sono cresciuto sognando di correre, oppure su cui ho corso ai videogiochi su Xbox. È davvero incredibile, e il fatto che possiamo viaggiare su altri circuiti in giro per il mondo, come Misano o Portimão, è stato qualcosa di incredibile”
Prima del suo debutto nel Super Trofeo con il team Precision Performance Motorsports, Staab ha gareggiato in un altro campionato monomarca, accumulando preziosa esperienza al volante e, cosa ancora più importante, la capacità di gestione in gara necessaria per riuscire a fare il salto di qualità in seguito.
Similmente a quanto accaduto in passato con altri concorrenti del Super Trofeo Nord America quali Anthony McIntosh, Glenn McGee e Ashton Harrison, solo per nominarne alcuni, Staab si è fatto strada nella popolare Mazda MX-5 Cup negli Stati Uniti, ma ha dovuto rapidamente rivedere molti aspetti del proprio stile di guida quando è passato ad una vettura Super Trofeo da 620 cavalli.
«Grassroots Racing mi ha insegnato quasi tutto quello che so sulla gestione in gara», spiega Staab. «La cosa incredibile è che, fin dall’inizio, hai sempre una macchina alla tua sinistra, una alla tua destra e una incollata al tuo paraurti posteriore. È come una lotta là fuori, quindi è stata un’ottima palestra per il Super Trofeo.
«La capacità di gestione in gara è una delle cose che mi sono certamente tornate utili, ma ce ne sono altre che si sono rivelate essere completamente diverse. Nella MX-5 Cup, ad esempio, la scia è una parte enorme della strategia di gara, mentre nel Super Trofeo non lo è. A Daytona, con la vettura della Cup, quando eravamo paraurti contro paraurti in scia, la nostra velocità massima superava circa le 145 miglia orarie, contro le 130 senza scia.»
La costante attenzione richiesta in una serie monomarca così spietata ha certamente reso Staab molto più consapevole di ciò che lo circonda. Nel round inaugurale della stagione 2026 a Sebring, ha avuto bisogno di quelle capacità più che mai, dopo aver perso lo specchietto destro nelle prime fasi di Gara 1. Nonostante ciò, è riuscito a rimontare fino a conquistare un impressionante secondo posto, dietro al vincitore Nick Groat.
«È stato sicuramente utile! Ho riguardato la diretta della gara e hanno commentato che molte auto hanno telecamere posteriori, beh, la mia non ce l’ha! È stata una bella sfida, perché a Sebring ci sono molte staccate violente e curve a destra; quindi, capire quando dovessi difendermi oppure no era piuttosto complicato!»
È stato proprio attraverso la Mazda MX-5 Cup che Staab è entrato per la prima volta in contatto con PPM e con Brandon Gdovic, pilota del Super Trofeo e Competition Director di PPM. E il legame con la MX-5 Cup è proseguito anche nella stagione d’esordio, quando Staab è stato affiancato dal campione della serie, Nikko Reger.
La coppia ha disputato una stagione estremamente competitiva, arrivando al vertice della classifica prima dell’ultimo round dell’anno, all’Autódromo Internacional do Algarve in Portogallo, prima che una notevole sfortuna costasse loro caro.
“Nel corso della prima stagione sono andato estremamente vicino a vincere il titolo Am,” racconta Staab. “Eravamo in testa alla classifica prima dell’ultima gara, in Portogallo, con un buon margine, e avevamo anche vinto la prima gara”
“Sia Nikko che io adoravamo il circuito, eravamo molto soddisfatti della macchina ed estremamente fiduciosi, anche perché la vettura era stata molto affidabile per tutta la stagione. Ma durante il warm-up prima della gara ero al computer e, alzando lo sguardo all’interno del box, ho visto del fumo uscire dalla parte posteriore del vano motore: l’alternatore si era guastato.”
“A quel punto è iniziata una corsa contro il tempo, perché stavamo per andare in griglia; credo si possa dire che fossimo l’unica macchina ad aver mai preso parte ad una gara senza alternatore: avevamo addirittura fissato una batteria sul lato passeggero dell’auto.”
“Ci dissero che non avrebbe funzionato, ma decidemmo comunque di provarci e, purtroppo, i tecnici Lamborghini avevano ragione: non era possibile far funzionare la macchina in quelle condizioni. Abbiamo comunque deciso di partire perché non si sa mai cosa possa succedere in gara, ma poco dopo la radio e il cambio hanno smesso di funzionare e siamo stati costretti a rientrare ai box.
“È stato deludente, ma almeno abbiamo conquistato il secondo posto nelle World Finals, di cui abbiamo vinto anche Gara 2, cosa che è stata davvero divertente.”
L’anno successivo Staab ha corso da pilota singolo, e da allora ha sempre continuato così. Questo gli permette di massimizzare il tempo al volante e crescere ulteriormente come pilota, imparando da uno dei migliori del campionato nordamericano: il team principal e due volte campione nordamericano di categoria Brandon Gdovic.
“Ho imparato tantissimo dal team e da Brandon in particolare,” dice Staab. “Ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita, aiutandomi ad arrivare dove sono oggi. Dopo ogni sessione c’è un grande lavoro di squadra tra gli ingegneri e Brandon stesso, che analizzano video e dati concentrandosi su tutte le aree da migliorare.
“Ci sono alcuni aspetti della MX-5 Cup che si possono trasferire, ma molte cose no. Nel Super Trofeo, ad esempio, non c’è praticamente effetto scia. Inoltre, non si usa né il trail braking né il mantenimento del gas in percorrenza: la macchina gira meglio quando rilasci l’acceleratore; quindi, in realtà rallenti meglio senza usare i freni, il che sembra controintuitivo, ma funziona. Anche il gas costante non è ideale: è meglio far sterzare completamente la vettura e poi accelerare a fondo in uscita di curva.”
“Il fatto che Brandon sia in macchina a tempo pieno quest’anno è fantastico, perché vederlo in pista mi permette di avere un riferimento molto chiaro di ciò che le vetture possono fare con lo stesso setup.”
Da quando è entrato nel campionato, Staab è stato uno dei principali protagonisti della categoria Am, chiudendo secondo nel 2022 e nel 2023 prima di sfiorare il titolo la scorsa stagione. Forse il 2026 potrebbe essere il suo anno?
