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Antonella Palmisano: la medaglia d’oro Olimpica in Lamborghini
La medaglia d’oro olimpica nella 20 km di marcia a Tokyo Antonella Palmisano racconta quanta passione e cura per il dettaglio ci sia dietro ogni gara. La stessa che ha visto presso la sede di Automobili Lamborghini.
In che cosa consiste per te l’attenzione al dettaglio?
Faccio un esempio eclatante: prima di Tokyo il mio allenatore ci ha portato in Giappone per farci eseguire una serie di test – dalla mattina alle cinque fino alle dieci di sera –, da un’équipe di scienziati che hanno raccolto una valanga di dati che poi sono stati al centro del perfezionamento dell’allenamento pre gara. Questo atteggiamento multidisciplinare, questa tensione alla perfezione e alla cura di ogni dettaglio, ci ha portato a vincere un’Olimpiade.
Che cosa ha significato vincere questa Olimpiade?
È un sogno che si realizza. A cui dedichi un percorso lungo e faticoso, cinque anni di vita nel mio caso, che adesso posso dire con certezza significano “tutto”, nel senso più ampio del termine!
Se dovessi descrivere la tua traiettoria con una parola?
“Amore”. Perché per affrontare una gara bisogna metterci cuore, solo così si arriva alla vittoria.
Il tuo rapporto con la velocità?
La marcia è lenta, così la definiscono. Ogni tanto i miei compagni mi prendono in giro perché io dico che quando vado veloce mi sento il vento nei capelli.
