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Team Insight: Mičánek Motorsport

Alla vigilia della 24 Ore di Spa, ovvero la più importante gara endurance GT3 al mondo, Mičánek Motorsport ha festeggiato un traguardo speciale. All'inizio della stagione 2026 del Lamborghini Super Trofeo Europa, il team principal Jiří Mičánek aveva espresso con chiarezza le ambizioni della squadra. Dopo avere conquistato il titolo Pro-Am nel 2024 e quello della GT2 European Series nella stessa classe nel 2025, l'obiettivo per quest’anno era puntare al podio assoluto e alle vittorie. Un ottimismo giustificato anche dall'arrivo in squadra di Anthony Pretorius, uno dei giovani più promettenti del programma Lamborghini Super Trofeo Junior Driver, chiamato ad affiancare Bronislav Formánek.

Quell'ambizione ha trovato conferma fin dalle prime gare della stagione, quando Pretorius ha conquistato la pole position per la seconda gara del Paul Ricard, un segnale evidente di una squadra in grado di inserirsi nella lotta per il campionato. A Spa è arrivata poi la consacrazione, con Pretorius e Formánek che hanno conquistato la vittoria assoluta nella prima gara del weekend, finendo davanti anche agli equipaggi della classe Pro e regalando così al team il primo successo assoluto della propria storia nel Super Trofeo. Un risultato inseguito per molti anni da una squadra nata come una piccola realtà guidata dal padre di Jiří, che porta lo stesso nome.

“Tutto è iniziato con mio padre, che correva quando era giovane, soprattutto nelle gare in salita, dove è stato campione della Repubblica Ceca per ben 25 volte. - racconta Mičánek Jr. - All'inizio correva soltanto lui ed è proprio così che nacque il team Mičánek Motorsport. Grazie ai suoi successi la squadra diventò molto conosciuta e sempre più persone volevano correre con lui. Così il team iniziò ad espandersi nella Repubblica Ceca. Io sono entrato naturalmente a far parte della squadra quando ho iniziato a correre. Era il passo più logico entrare nel team di famiglia quando debuttai in Formula BMW”.

Per il giovane Jiří il sogno era quello di scalare le categorie delle monoposto fino alla Formula 1. In pista si confrontava con piloti del calibro di Sebastian Vettel, futuro quattro volte campione del mondo, e Sergio Pérez, in un contesto estremamente elevato. Poi arrivò il momento di fare delle scelte. Un passaggio quasi inevitabile per chi sogna di arrivare ai massimi livelli del motorsport. Con i budget in costante crescita, le opportunità sempre più limitate e un panorama agonistico in continua evoluzione, Mičánek dovette decidere quale strada intraprendere per il proprio futuro.

“Dopo le formule sono passato alle GT e ho corso nella Porsche Carrera Cup dal 2006 al 2008. Era un periodo difficile. Pur vincendo i campionati Porsche nella Repubblica Ceca, non avevo il budget necessario per passare in GT2 o GT3. Di fatto la mia carriera si concluse lì. Decisi di fermarmi perché non avevo più dove correre”.

Seguì un breve ritorno alle monoposto, ma ormai era chiaro quale sarebbe stato il suo futuro. Se avesse voluto continuare nel motorsport, avrebbe dovuto rilanciare la squadra di famiglia... naturalmente con l'aiuto di alcuni amici.

“Nel 2015 un altro team ceco mi contattò. Il proprietario correva nel Super Trofeo con diverse vetture e mi chiese se volevo comprare una Gallardo. Per me era un mondo completamente nuovo, perché avevo sempre corso con le Porsche insieme a mio padre. Presi in mano il team proprio nel 2015 e dovetti praticamente ricostruirlo da zero. Ormai gareggiavamo pochissimo. Avevamo soltanto una vettura e l'officina, mentre mio padre aveva già smesso di correre. In realtà non fu così complicato, perché anche quando non correvo lavoravo come manager dell'ex pilota Josef Zaruba e avevo mantenuto molti contatti con meccanici e ingegneri che potevano unirsi al progetto. Inoltre collaboravo con il team spagnolo Adrian Vallés Racing, e questo rese tutto più semplice. Quel legame con la Spagna è rimasto ancora oggi. Molti dei nostri collaboratori arrivano da lì, come il nostro capo ingegnere Borja. Non voglio dire che siamo una squadra per metà spagnola, ma lavoriamo molto bene insieme e loro rappresentano una parte importante del nostro team”.

Da quando dirige la squadra a tempo pieno, Mičánek ha debuttato nel Super Trofeo Europa nel 2019, partecipandovi con continuità, ad eccezione della stagione 2025. Parallelamente il team è presente anche nella serie endurance Central European Zone ESET con due Lamborghini Huracán Super Trofeo EVO2. Il punto fermo della storia recente del team Mičánek Motorsport resta comunque il Lamborghini Super Trofeo Europa. Secondo Jiří Mičánek Jr, il campionato rappresenta ancora oggi la dimensione ideale per la squadra, sia dal punto di vista tecnico sia da quello sportivo.

“Naturalmente ci piacerebbe fare il passo successivo e arrivare alle GT3. È un obiettivo, ma vogliamo farlo solo quando ci saranno le condizioni giuste. I soldi per farlo ci sono, non è questo il problema. Per essere competitivi nelle GT3 servono piloti molto forti e con il budget adeguato, e questo oggi non riusciamo ad averlo con continuità. Se non hai tutti gli ingredienti necessari, non ha senso andare a correre per finire cinquantaquattresimo o cinquantacinquesimo. Diventa molto difficile spiegare agli sponsor, che spesso non conoscono le dinamiche delle gare multi-classe, perché prima vincevi e adesso sei nelle ultime posizioni. Potrebbero dirci: ‘l'anno scorso vincevate, adesso siete ultimi’. Non è sempre semplice fare capire il contesto in cui ci si trova. Per questo preferiamo restare nel monomarca e nel Super Trofeo, dove sappiamo esattamente come lavorare e in cui possiamo puntare con continuità a podi e vittorie”.

Dal ritorno a tempo pieno nel Lamborghini Super Trofeo Europa, il team Mičánek Motorsport è stato costantemente protagonista nella lotta per il vertice nelle classi Pro-Am e Am. Gli obiettivi sono chiari: vincere oggi, senza perdere di vista il domani.

“Il nostro obiettivo per quest'anno è molto semplice: vogliamo vincere i campionati. Vogliamo riconquistare il titolo Pro-Am che abbiamo già vinto in passato e conquistare anche quello della classe Am. Per noi non avrebbe senso dire che puntiamo a finire tra i primi tre o tra i primi cinque. Siamo competitivi e vogliamo vincere. Amiamo questo campionato e amiamo queste vetture. Sicuramente ci sono aspetti che possono essere migliorati e oggi alcune cose sono diverse rispetto al passato, ma è in arrivo una nuova vettura e vogliamo continuare anche il prossimo anno con la Lamborghini Temerario Super Trofeo”.

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