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Team Insight: JLOC
Durante la stagione 2024, Lamborghini ha raggiunto un traguardo storico: una vittoria clamorosa nel massimo livello del motorsport endurance giapponese. Un cammino lungo, arduo e, in certi momenti, privo di gratificazioni.
Presenza costante nel principale campionato automobilistico del Paese, il Super GT (precedentemente noto come All-Japan GT Championship), la squadra giapponese del Lamborghini Owners Club, JLOC, ha finalmente raggiunto il proprio Everest: grazie a Yuya Motojima e Takashi Kogure, al volante della Lamborghini Huracán GT3 EVO2 numero 88, ha conquistato il titolo Super GT300.
Come suggerisce il nome, JLOC affonda le proprie radici nella leggenda Lamborghini da decenni, risalendo al 1980, quando un gruppo di possessori di Lamborghini Miura fondò il club: «Il JLOC esiste dal 1980, ma per alcune circostanze ha cessato l’attività nel 1985» spiega Isao Noritake, presidente di JLOC, che ha poi fondato la Scuderia Corse nel 1994.
«Io, che ero uno dei membri fondatori, fui invitato dall’allora presidente a prendere in mano la gestione del club. Così le attività ripresero nel 1986. A quell’epoca non c’erano concessionarie autorizzate in Giappone, e anche trovare ricambi era molto difficile.
Attorno al 1995 c’erano circa 180 membri iscritti e 400 auto appartenenti ai soci. Poi le leggi sul traffico cambiarono, la guida in gruppo venne vietata e ci spostammo sulle piste. Con l’aiuto dei vecchi membri e l’ingresso di nuove persone, abbiamo continuato a correre».
In omaggio all’anno di fondazione, il numero principale utilizzato dal team in gara è ancora oggi l’88, e non poteva che essere proprio questa vettura a conquistare il primo titolo Super GT della storia JLOC, nell’anno del 30° anniversario del team. «Il Super GT ha una storia di 31 anni» racconta Noritake. «Noi partecipiamo sin dal primo evento del 1994, ma allora era per lo più un hobby con pochi spettatori. Oggi, invece, oltre 450.000 spettatori visitano i circuiti ogni anno, e le gare vengono trasmesse in TV, su YouTube e altri media. Lamborghini sfida Toyota, Nissan e Honda! È molto gratificante, sono davvero soddisfatto. Decenni fa, quando non vincevamo e Lamborghini non costruiva auto da corsa, pensammo anche di gareggiare con Toyota, Honda o Nissan. L’ho considerato più volte. Ma sentivo fosse la mia missione restare con Lamborghini. Questo ha reso la gioia del titolo dieci volte più intensa».
Le prime esperienze di JLOC nel motorsport rimasero fedeli all’anima stradale del marchio: nella gara d’apertura del campionato 1994 a Fuji, il team schierò una Countach leggermente modificata con Takao Wada e Satoshi Ikezawa. L’auto si comportò bene, chiudendo due delle cinque gare stagionali, con un miglior risultato all’ottavo posto a Sendai. Dal 1995, la collaborazione con la casa madre si intensificò e Lamborghini realizzò modelli omologati specificamente per JLOC, con l’obiettivo di lottare per le vittorie di classe e assolute. «Nel 1995 c’erano Michael Kimberley come presidente di Lamborghini, Bentolini e Girotti come amministratori delegati. Sono molto grato a loro, perché mi costruirono tre Diablo Jota» continua Noritake: «Per sei mesi gareggiammo con una Countach quasi di serie, poi Lamborghini ci costruì una Diablo GT1, una Murciélago RGT, una Gallardo e infine la Huracán, che ci hanno permesso di correre per 31 anni. Speriamo di continuare a collaborare con Lamborghini anche in futuro».
Durante l’epoca del JGTC, il team JLOC impiegò vari modelli: dopo due stagioni difficili con la Diablo Jota e un anno con la Diablo GTR, nel 1998 arrivò la Diablo GT-1. Dotata di un V12 da sei litri e riomologata nel 2001 per i nuovi regolamenti, rimase in attività per sette stagioni, finché fu rimpiazzata dalle Murciélago R-GT e RG-1. Con l’arrivo del Super GT, l’introduzione del regolamento GT300 diede nuova linfa al progetto: già alla prima gara del 2006, la Murciélago RG-1 vinse grazie a Marco Apicella e Yasutaka Hinoi, primo successo assoluto per la Murciélago a livello mondiale. Quella vittoria spianò la strada alla partecipazione, per quattro edizioni consecutive, alla 24 Ore di Le Mans, nella classe GT1. Un debutto mondiale che proiettò JLOC nel mondo dell’endurance. Anche se i risultati non furono all’altezza delle aspettative (miglior piazzamento: ottavo nel 2006), l’esperienza rimase indelebile per Noritake. Parlare con lui è come fare un tuffo nella storia dell’azienda. Il presidente di JLOC cita infatti tutti coloro che lo hanno aiutato a soddisfare i suoi sogni e quelli dei soci del club: «Da quando la Diablo SVR corse nelle gare di supporto a Le Mans tra il 1996 e il 1997, ho sempre voluto partecipare alla 24 Ore» ricorda. «Nel 1996 chiesi al presidente Di Capua e al direttore Ceccarani di supportare il progetto Diablo GT1. Purtroppo, fu costruita una sola vettura e non potemmo iscriverci. La Murciélago RGT, completata con l’aiuto del presidente Audi Paefgen e del presidente Lamborghini Greco, era una macchina bellissima. Non dimenticherò mai il rombo acuto allo scarico e il suono sul rettilineo di notte. Un momento che mi ha completamente appagato».
In Giappone, la Gallardo raccolse l’eredità della Murciélago, dimostrandosi competitiva, ma è stato solo con l’arrivo della Huracán nel Super GT che il sogno del titolo è diventato davvero concreto. Dopo aver utilizzato la GT3 EVO fino alla seconda gara del 2023, il team aveva raccolto qualche vittoria, ma mancava continuità. La svolta è arrivata con l’introduzione della GT3 EVO2, che ha trionfato nell’ultima gara del 2023 a Motegi, diventando protagonista assoluta nel 2024. Quattro vittorie con Motojima e Kogure (a Fuji, Autopolis, Motegi e Suzuka) hanno dimostrato il potenziale della squadra e dell’auto, culminando nella conquista di un doppio titolo. Degni di nota i successi ottenuti con grandi rimonte: partendo dalla quindicesima posizione ad Autopolis e dalla diciassettesima a Motegi. Fondamentale anche la strategia ai box del team JLOC, che ha sempre messo i piloti nella condizione di lottare per la vittoria. Il risultato ha dato alla squadra ancora più motivazione per cercare il bis nel 2025, nonostante un inizio complicato nella difesa del titolo. «I piloti e tutta la squadra sono ancora più motivati» aggiunge Noritake. «Abbiamo un nuovo capo ingegnere e un nuovo data engineering. Sia Kogure che Motoyama vogliono vincere ancora. Il team JLOC ora è molto forte, con diversi piloti e meccanici top che conoscono Lamborghini alla perfezione. Parteciperemo a otto gare del Super GT nel 2025, inclusa la tappa in Malesia. Se possibile, prenderemo parte anche alla 1000 km di Suzuka. Come squadra, siamo molto motivati: abbiamo otto dipendenti e dieci collaboratori esterni per la manutenzione e le gare. Ai miei dipendenti dico sempre che il nostro obiettivo è essere gli unici, non semplicemente i primi».
