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Team Insight: Forte Racing with US RaceTronics

In tutti i settori lavorativi, e il motorsport non fa eccezione, lo spirito di squadra è un fattore chiave per il successo di un progetto. Questo assunto si sposa anche con la realtà dell'americana Forte Racing, portabandiera di Lamborghini Squadra Corse oltreoceano.
La scuderia, precedentemente nota come O'Gara Motorsport e US RaceTronics, che ha collaborato anche con Change Racing, è molto orgogliosa del proprio ambiente di lavoro.

Dopo il cambio di nome nel 2023, Forte Racing powered by US RaceTronics sta combattendo su due fronti con Lamborghini, schierando tre vetture nel Super Trofeo North America e affrontando contemporaneamente le migliori gare GTD d'America nell'IMSA WeatherTech Sports Car Championship.

I due impegni sono ripartiti tra più team di ingegneri, meccanici e personale di supporto, ma l'obiettivo finale rimane lo stesso. Pertanto, è fondamentale essere totalmente allineati, con in mente il solo scopo di raggiungere il successo in pista.

«Lo spirito di squadra è una componente molto importante, che unisce le personalità mie e delle persone all'interno del team, alimentando un'atmosfera positiva», spiega Shane Seneviratne, proprietario del team Forte Racing.
«È il motivo per cui tanti clienti del Super Trofeo tornano da noi anno dopo anno. Ho avuto clienti che hanno corso con noi per molto tempo. Non vale la pena correre se l'atmosfera non è divertente. È necessario avere un'ottima chimica di squadra perché tutto funzioni bene. Andiamo tutti d'accordo, ci divertiamo molto insieme, ma allo stesso tempo prendiamo le cose molto seriamente dal punto di vista delle corse. Tutti i nostri piloti sono anche membri del Thermal Club (una struttura privata di sport motoristici con sede in California, nda). Quindi, stiamo continuando a far crescere questo aspetto e la parte GTD della squadra interagisce anche con il team Super Trofeo. Siamo tutti come una piccola famiglia».


Formato principalmente da personale con sede negli Stati Uniti, Forte Racing si avvale anche di alcuni ingegneri italiani che forniscono supporto dall'interno di Squadra Corse durante le gare. Tutto questo fa parte di un rapporto speciale con Lamborghini che risale al 2015, quando la divisione statunitense di RaceTronics è entrata per la prima volta nel campionato monomarca Super Trofeo North America. «Inizialmente gareggiavamo a ruote scoperte negli Stati Uniti, nella Indy Lights e nel Campionato Atlantico», spiega Seneviratne. «Tra i nostri piloti in quei campionati c'erano l'attore Frankie Muniz (famoso soprattutto per il suo ruolo nella serie TV, ndr) e Simona de Silvestro. Nel 2014 collaborammo con O'Gara Motorsports e l'anno successivo rilevammo la gestione del team per partecipare al Super Trofeo North America. Richard Antinucci guidò per noi in quella prima stagione e abbiamo concluso l'anno in modo molto positivo, e da lì in poi abbiamo vinto il titolo dei concessionari, il titolo Pro e il titolo Am, ma O'Gara decise di non continuare a correre per il 2016. In quella stagione disputammo una sola gara a Daytona, quindi ho ricominciato con la US RaceTronics, inizialmente con un programma di due auto e da lì è cresciuta».

Negli anni successivi US RaceTronics è stata sempre presente nel Super Trofeo e alla fine si è fusa con i rientranti O'Gara Motorsports e Change Racing nel 2022, prima di cambiare nome in Forte Racing quest'anno.

A parte il nome della squadra, per Forte Racing c'è molto lavoro da fare sulle piste, in particolare quando si tratta di suddividere il carico di lavoro tra la vettura IMSA GTD e i veicoli del Super Trofeo. I circa 32 membri dello staff presenti sul posto non si incrociano molto, con sotto squadre separate create per alleggerire le ore di lavoro e ottenere il massimo da ogni auto in gara. Dire che si tratta di un fine settimana impegnativo è sicuramente un eufemismo. Pertanto, la gestione dell’intera scuderia assume un'importanza ancora maggiore. «Attualmente abbiamo tre programmi nell'IMSA, di cui due con Lamborghini», dice Seneviratne. «Quindi ho strutturato la squadra con un direttore generale e un amministratore e alcune persone fondamentali, poi sono stati nominati dei responsabili di programma per ogni gara e meccanici separati. Ci sono alcuni meccanici che utilizziamo in più contesti, ma non lo facciamo spesso perché è molto impegnativo per loro. Nel Super Trofeo abbiamo un ingegnere di pista e due data engineers in squadra. Negli Stati Uniti abbiamo un camion che contiene due macchine per lato. Quindi prendiamo un team di quattro macchine e lo dividiamo in due squadre di due, per rendere il tutto più gestibile. Siamo organizzati per poter correre con sei auto contemporaneamente. A Indianapolis abbiamo corso con cinque vetture. Abbiamo gestito tutto con un ingegnere di pista che ha creato una configurazione di base, poi i data engineers hanno distribuito le informazioni ad ogni gruppo di lavoro. C'è poi un meccanico capo che si occupa di ogni vettura e un altro meccanico di sistema. Abbiamo due persone che si occupano di pneumatici e carburante e poi abbiamo un responsabile del programma».

In IMSA GTD quest’anno le cose non sono andate al meglio, ma questo fa parte di un piano più ampio. Il team è alla sua prima stagione completa nell’IMSA e ha dimostrato di avere un buon ritmo nella maggior parte delle gare. «A mio avviso molto dipende dalla nostra inesperienza, essendo la prima stagione completa in GTD con la Lamborghini», sostiene Seneviratne. «La gara al Virginia International Raceway e a Mosport sono state occasioni mancate, abbiamo avuto problemi meccanici ma avevamo un passo molto buono. La stessa cosa è accaduta a Watkins Glen, dove abbiamo subito un drive through e due pit-stop forzati a causa di un regolamento sulla pressione degli pneumatici implementato dall'IMSA, che ci hanno spezzato il ritmo. Avremmo dovuto essere all'altezza della situazione, come molte altre squadre più esperte, quindi la colpa è nostra. Con un anno di esperienza, sono sicuro che questo genere di cose non si ripeterà. Al VIR si è trattato di un semplice problema al filo della batteria, che è l'ABC della meccanica, un errore molto elementare. Era un pezzo nuovo di zecca, ma comunque avremmo dovuto occuparcene prima che si usurasse. Ho fatto un calcolo dei punti: se fossimo arrivati terzi in entrambe le gare, come avremmo dovuto, ora saremmo quarti in classifica».

Questa stagione ha dimostrato che il livello, ai vertici del GTD, è molto equilibrato. Basta un errore per ritrovarsi in svantaggio, questo significa che un buon weekend può diventare rapidamente negativo. Ma questo non significa che Forte Racing sia insoddisfatto della sua stagione di debutto nel GTD, tutt'altro. Gli aspetti positivi sono maggiori di quelli negativi, considerando il potenziale non ancora espresso dalla squadra. 

Parte di questo ottimismo deriva dalle prestazioni ottenute nel corso della stagione, in particolare dal sensazionale giro di qualifica di Loris Spinelli a Watkins Glen, dove l'italiano non solo ha conquistato la pole position in GTD, ma ha anche fatto segnare il miglior tempo assoluto tra tutte le vetture GT, battendo i favoritissimi equipaggi della classe GTD Pro. «Ero rimasto impressionato da Loris l'anno scorso, quando l'abbiamo fatto correre su una Mercedes in SRO. Come team principal, si cerca di ingaggiare le persone migliori e Loris è uno di quei piloti speciali. Ero convinto che dovesse essere dei nostri. Non è speciale solamente in termini di velocità in pista. È una persona con cui è piacevole lavorare. È un pilota completo ed è per questo che l'ho portato qui. Ha assolutamente soddisfatto le aspettative. Misha Goikhberg si è fidato della mia parola su Loris», conclude Seneviratne. «È felicissimo di averlo come compagno di squadra e vanno molto d'accordo».

Forse è stato quel senso di rivalsa che ha messo le fondamenta per quella che è stato, successivamente, il più grande successo del team ad oggi. Non molto tempo dopo la nostra intervista, Spinelli e Goikhberg - insieme a Patrick Liddy, ex pilota del Super Trofeo - hanno ottenuto un’incredibile vittoria nella classe GTD della Petit Le Mans, la gara endurance lunga dieci ore che si svolge a Road Atlanta, Georgia, che ha permesso alla squadra di conquistare la terza posizione overall. La numero #78 ha affrontato una sessione di qualifica per nulla facile, con 3 penalità da scontare. Ma il team ha mostrato quello che è il suo forte: non arrendersi mai. È questo che ha permesso a Forte Racing di entrare nella triade dei team supportati da Lamborghini ad aver vinto una delle maggiori gare endurance americane, insieme al Grasser Racing team e a Paul Miller Racing.
 

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