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Super Trofeo Stories: Paul Levet

Precedentemente al successo delle gare endurance a livello mondiale, per i piloti più giovani l’obiettivo era sostanzialmente quello della Formula Uno. Un obiettivo, un sogno che per molti continua ancora oggi a rappresentare la più grande aspirazione.

Ma c’è anche una nuova generazione di talenti che guarda al motorsport da un punto di vista completamente differente. Uno di questi è Paul Levet.

A differenza di molti altri piloti suoi coetanei il francese non ha mai disputato una sola gara di kart in vita sua, iniziando relativamente tardi la propria carriera e facendo la sua prima apparizione in pista nel 2021. Per lui l'endurance è sempre stata l'unica strada da seguire, iniziando dalla serie transalpina della Lamera Cup, per poi approdare alle categorie Sportscar e GT.

“Sono sempre stato attratto dalle gare endurance - racconta Levet - Nessuno nella mia famiglia aveva mai corso, ma dal 2015 io e mio padre andavamo ogni anno a Le Mans per assistere alla 24 Ore da semplici spettatori. Anno dopo anno mi sono innamorato sempre di più di questo sport e, in particolare, delle gare di durata e della 24 Ore di Le Mans. Non ho mai corso con i kart, nemmeno una sola gara; ho iniziato nel 2021 in una piccola serie endurance francese, non particolarmente professionale ma comunque di buon livello.
Eravamo in tre o quattro a condividere la stessa vettura e, già da allora, per me è stata una scuola importante per imparare a dividere l'auto con altri compagni di squadra. Da allora è sempre stato così. In realtà non so nemmeno cosa significhi correre senza condividere l’abitacolo. Per questo mi viene naturale adattarmi al setup, alle diverse posizioni di guida e alle esigenze dei miei compagni: è qualcosa che considero normale, perché è proprio questo il cuore delle gare endurance”.

Le tre stagioni disputate nella Lamera Cup si sono rivelate un banco di prova ideale. Nel 2024 Levet è dunque approdato nel Lamborghini Super Trofeo Europa, correndo nella categoria Pro in coppia con László Tóth, con i colori dell’Oregon Team.

“Transitare dalla Lamera Cup al Lamborghini Super Trofeo ha rappresentato un grande salto, ma allo stesso tempo si è rivelato la scelta giusta. Sentivo di essere pronto per questa sfida e credo di aver fatto davvero bene. Certo, dal punto di vista dei risultati è stata una stagione complicata, ma personalmente ne sono stato molto orgoglioso. Ho imparato a sfruttare la vettura al massimo, a comprenderne il funzionamento, il setup e tutti gli aspetti tecnici. Era la prima volta che correvo con una squadra professionale, pur essendo soltanto la mia terza vera stagione nel motorsport”.

I risultati, tuttavia, non sono arrivati immediatamente. Nella sua stagione d'esordio la concorrenza era di altissimo livello, con 20 equipaggi nella sola classe Pro e uno schieramento record di 52 vetture. Nel 2025, invece, il suo secondo anno nel campionato ha segnato definitivamente una svolta. Il passaggio al team VSR (Vincenzo Sospiri Racing), accanto al debuttante malese Adam Putera, ha dato nuova linfa alla carriera di Levet. Forte dell'esperienza maturata con la Huracán Super Trofeo EVO2, il francese ha potuto lottare concretamente per il titolo.

“Mi sono sentito subito a casa con il team, fin dal primo test. - prosegue Levet. - Per me è stata una stagione fatta di alti e bassi, anche perché ho dovuto saltare un weekend, ma gli aspetti positivi sono stati di gran lunga superiori. Non poter prendere parte alla tappa del Nürburgring è stato molto duro, perché sapevo che avevamo il passo per fare bene e volevo vincere il titolo insieme ad Adam. Avevamo disputato insieme delle gare straordinarie a Monza e Spa e il momento era davvero favorevole. Ma a volte le cose vanno così. Per fortuna Vincenzo ha voluto rimettermi in macchina per gli ultimi due appuntamenti, in modo da potere aiutare Adam nella corsa al campionato, e anche quelle ultime gare sono state fantastiche. Per me è stata la conferma che tutto il lavoro svolto, e quello che continuo a fare ogni giorno, alla fine ha dato i suoi frutti”.

La prima vittoria assoluta, conquistata in Gara 2 a Monza, rappresenta in qualche modo il riassunto perfetto della stagione di Levet. Dopo non essere riuscito a segnare alcun tempo in prova a causa di un problema, il francese ha reagito conquistando la pole position per Gara 1. Nonostante il problema si sia ripresentato anche durante il weekend, Levet e Putera sono riusciti a limitare i danni con un piazzamento nella top-10, per poi riscattarsi brillantemente la domenica. Il doppio podio ottenuto a Spa e il pieno di vittorie a Barcellona hanno permesso a Putera di arrivare all'ultimo appuntamento di Misano nelle condizioni ideali per conquistare il titolo Pro, poi effettivamente vinto davanti all’equipaggio dell'Oregon Team formato da Enzo Geraci e Josef Knopp. Dopo avere dedicato tutta la prima parte della sua carriera alle gare endurance, Levet ha inoltre tratto grandi benefici dall'essere entrato, negli ultimi due anni, nel Lamborghini Young Driver Program.
Un'esperienza che gli ha aperto le porte della categoria GT3, permettendogli di disputare il Campionato Italiano Gran Turismo Sprint con il team VSR.

“È incredibile la velocità con cui cambiano le cose. - sostiene Levet - Appena due anni fa guardavo le GT3 come se fossero la Formula 1, mentre oggi sono io a guidarne una.
Durante l'inverno sono stato in contatto con diversi team, soprattutto dopo l'ottima stagione nel Lamborghini Super Trofeo, ma per me la scelta più logica è sempre stata quella di continuare con VSR. Il programma che sto affrontando quest'anno, unendo una stagione Pro-Am nel Super Trofeo al Campionato Italiano Gran Turismo, è il meglio che potessi desiderare. Prima dell'inizio della stagione avevo percorso meno di venti giri con la GT3, quindi era difficile fissare delle precise aspettative. Quest'anno il livello del Campionato Italiano Gran Turismo è altissimo, con tantissimi piloti ufficiali e di grande esperienza. Il mio obiettivo è semplicemente imparare. La chiave di lettura sarà capire come portare una GT3 al limite, perché esistono molte differenze rispetto alla Super Trofeo. Ciò che funziona con una Super Trofeo non è necessariamente valido con una GT3: cambiano gli pneumatici, il comportamento della vettura e spesso sono diversi anche i circuiti. Ma ogni esperienza che sto facendo quest'anno rappresenta un passo avanti per la mia carriera e per il mio percorso nel motorsport. Il mio motto è sempre lo stesso: dare il massimo in ogni occasione, senza sentire alcuna pressione”.

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