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Super Trofeo Stories: Nick Groat
Dire che Nick Groat sia stato il pilota più dominante della classe Lamborghini Cup nel campionato Super Trofeo Nord America della scorsa stagione è quasi riduttivo.
Su dieci gare disputate, pur saltando le Lamborghini World Finals di fine anno a Misano, ha totalizzato ben sette vittorie al volante della sua Huracán #57 del team One Motorsport, conquistando il titolo a Indianapolis, con una gara d’anticipo.
È stato il secondo successo consecutivo nel Super Trofeo, dopo il debutto nella serie monomarca avvenuto appena un anno prima. E con due LB Cup già in bacheca, Groat guarda ora a traguardi più ambiziosi mentre prepara la stagione 2026.
«Guidare una Lamborghini è davvero la cosa che preferisco al mondo, quindi correrò sicuramente nel campionato nel 2026», racconta Groat.
«Passeremo alla categoria Am, ed è anche per questo che non siamo andati alle World Finals di Misano: volevamo dedicarci a molti test in vista del salto di categoria della prossima stagione.
Dopo aver vinto due titoli in LB Cup vogliamo mantenere questo slancio. L’obiettivo è lottare per raggiungere il podio ed essere competitivi anche in Am. La classe ha una competitività totalmente diversa dalla LB Cup.
L’obiettivo principale del team, prima del campionato, è lavorare per assicurarsi di raggiungere quel livello, così da essere pronti quando la stagione ripartirà a Sebring, a marzo».
Il passaggio di categoria rappresenta un’evoluzione naturale per Groat, competitivo per indole e desideroso di spingersi, insieme al team, verso nuovi limiti. È anche una dimostrazione dell’efficacia della struttura del Super Trofeo, pensata per permettere a piloti di ogni livello di crescere gradualmente e raggiungere il proprio potenziale.
Nel 2025, la lotta per il titolo Am è stata una delle più combattute degli ultimi anni, con tre equipaggi ancora in corsa per il campionato all’ultima gara stagionale in Italia. Alla fine, Glenn McGee e Graham Doyle del Wayne Taylor Racing hanno prevalso per soli due punti su Jem Hepworth e Lindsay Brewer del Rafa Racing Team, mentre David Staab di Precision Performance Motorsports è rimasto fuori dai giochi a causa di una serie di episodi sfortunati.
Dopo aver ottenuto tutto ciò che era possibile nella LB Cup, Groat sa che nel 2026 lo attenderà una sfida ancora più impegnativa in una categoria Am che si preannuncia di nuovo estremamente competitiva.
«Stiamo lavorando sodo, questo è certo, poi vedremo a che punto saremo rispetto agli altri», spiega. «La maggior parte dei test li faremo a Spring Mountain, che è la nostra pista di casa, appena fuori Las Vegas. Poi testeremo anche su tutti i circuiti in cui correremo durante la stagione. I test, secondo me, sono uno degli aspetti più importanti per crescere, quindi ci concentreremo su questo, insieme alla normale preparazione invernale».
Uno degli aspetti più evidenti per un pilota amatoriale, in una serie monomarca come il Super Trofeo è la progressione costante, anno dopo anno, sia in pista sia fuori. Per Groat, che ha debuttato nelle competizioni automobilistiche nel 2023, solo un anno prima dell’esordio nel Super Trofeo, lo sviluppo è stato misurato più in gare che in stagioni, anche grazie al lavoro dei suoi coach Simon Payne e Kenton Koch.
«Il nostro ingegnere Simon è quello che mi sta aiutando a capire la dinamica del veicolo e, in sostanza, a guidare a un livello degno del Super Trofeo», spiega Groat. «Poi abbiamo coinvolto Kenton, che è semplicemente straordinario: la mia crescita da quando lavora insieme a Simon è stata incredibile.
Kenton è un pilota molto veloce e sa spiegare benissimo come imparare le piste e come essere competitivi in ogni evento. Simon, invece, ha una formazione più ingegneristica e mi aiuta a comprendere la vettura e a sfruttarla al massimo.
Insieme coprono praticamente ogni aspetto della guida. Così, io miglioro gara dopo gara, non stagione dopo stagione. Lo sviluppo è stato enorme».
Un percorso ben diverso rispetto al debutto nel Super Trofeo, avvenuto a Sebring nel 2024. All’epoca, Groat fece pochi test. In più, un weekend di esordio complicato, non sono stati il modo giusto per iniziare. Groat ha rapidamente trovato il giusto feeling con la Huracán Super Trofeo EVO2, diventando il riferimento della classe dedicata ai piloti esordienti.
«La pista sconnessa di Sebring è un aspetto che rimane in testa. Ma quello che ricordo di più di quel primo round è l’arrivo nel paddock, restare a bocca aperta davanti a tutti i camion, le Lamborghini e le persone che di solito vedi solo in TV, e renderti conto di farne parte», racconta. «Non dimenticherò mai quel momento: essere lì e vivere l’atmosfera della 12 Ore è stato incredibile.
Era la mia prima gara, ho fatto anche un paio di testacoda, ma vedere tutti i tifosi con i loro accampamenti folli… anche se non è stato l’inizio migliore della stagione, vedere così tante persone divertirsi mi ha fatto capire davvero cosa stessi facendo».
La passione di Groat per Lamborghini e per il Super Trofeo Nord America è evidente. E non stupirà vederlo subito tra i protagonisti della categoria Am quando la stagione 2026 scatterà nel weekend del 20-21 marzo, proprio al Sebring International Raceway.
