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Getting to Know: Maximilian Paul
I piloti di categoria gran turismo spesso gareggiano in più campionati durante la stagione. Il Lamborghini Young Professional Driver Maximilian Paul ne è una perfetta dimostrazione, avendo partecipato quest’anno a ben quattro campionati diversi. Nell’International GT Open, il tedesco è ancora in lotta per il campionato, sulla Huracán GT3 EVO2 dell’Oregon Team insieme al compagno di equipaggio Pierre-Louis Chovet, prima dell’ultima gara che si disputerà in ottobre.
Paul ha infatti preso parte a vari appuntamenti nell’ADAC GT Masters, nella Sprint Cup del GT World Challenge Europe e nel DTM. In questo campionato, il ventitreenne ha ottenuto una storica vittoria al Nürburgring, in una gara condizionata dalla pioggia, che ha stupito tutti, compreso sé stesso.
«Competere nel DTM è una di quelle opportunità che si vorrebbe sempre avere. È un grande campionato, è tedesco, conosco molte persone lì e in quell’ambiente. Ho corso nel GT Masters, che è sempre organizzato dall’ADAC, si può dire che mi senta come a casa. Certamente essere lì come pilota e riuscire a vincere una corsa… È stato qualcosa di speciale», ci racconta Maximilian Paul.
In condizioni normali, nemmeno Paul avrebbe previsto il suo successo nella sua prima partecipazione nel DTM con il GRT Grasser Team Racing. Ma tutto può succedere nel motorsport «Ovviamente quando si corre l’obiettivo è la vittoria, ma sono stato molto contento di poter guidare in una gara del DTM, uno dei campionati di più alto livello», racconta Paul. «Ho cercato di dare il mio meglio, ma non pensavo di vincere così presto. È stato un grande fine settimana, conosco il GRT molto bene e alla domenica abbiamo disputato un’ottima qualifica, riuscendo a metterci in una buona posizione per la vittoria. Sono molto orgoglioso di aver raggiunto questo traguardo, irraggiungibile senza il supporto di Grasser, della Lamborghini e di tutte le persone che mi hanno supportato. Ho potuto dimostrare subito il mio potenziale».
Paul è arrivato ai vertici delle corse GT3 molto rapidamente, anche se non è partito dalle monoposto, come fatto da molti suoi avversari. Il pilota di Dresda ha trscorso la gavetta nei kart, spiccando come uno dei più veloci talenti della squadra ufficiale di Danilo Rossi. È lì che ha imparato tutto e, come dice lui stesso, «sarei ancora nei kart se non avesse avuto la possibilità di correre in auto. Quando ero più piccolo ero innamorato del motorsport e delle auto, visto che mio padre ha sempre lavorato nell’industria automobilistica e ha anche corso», spiega Paul. «Quando mi ha proposto di provare a gareggiare nei kart accettati. Ho avuto chiaro fin da subito che non c’era altro di più divertente delle corse. Negli anni abbiamo fatto la nostra carriera nei kart, correndo su molte piste in Europa dove ho fatto tanta esperienza, prima di diventare pilota ufficiale con Danilo Rossi, con il quale ho appreso molte cose, sia in termini di messa a punto del veicolo che in tecniche di guida. Essendo lui un cinque volte campione del mondo, mi ha insegnato molto. È stato la chiave di molti dei miei successi. Ho corso per lui anche quando iniziai con le prime gare in GT».
La prima esperienza di Paul con le vetture Gran Turismo fu nel 2019. In breve tempo Paul è salito a bordo di una Lamborghini, portando con sé anche il team di famiglia, il Paul Motorsport, e lo stesso Danilo Rossi, diventati parte integrante dell’esperienza del tedesco con il marchio di Sant’Agata. «Ho apprezzato Lamborghini sin da quando ero un giovane pilota di kart, correre con quest’azienda è un cerchio che si chiude», sostiene Paul. «Nel 2022 ho corso con Marco Mapelli nell’ADAC Masters ed è stato probabilmente l’anno nel quale ho imparato di più e nel quale ho avuto più successo. Mi ha permesso di raggiungere un livello tale da diventare Young Professional Driver. Per me è molto bello avere una partnership con un costruttore, in particolare con Lamborghini. È importante avere questo supporto. Ho la possibilità di imparare meglio le cose e anche come i piloti ufficiali si approcciano alle varie situazioni. Lamborghini fa molto per i suoi giovani piloti, è un marchio di cui sono sempre stato tifoso».
Come per la maggior parte dei giovani talenti Lamborghini, l’obiettivo è quello di diventare un pilota ufficiale di fabbrica e di competere ai massimi livelli delle gare GT e delle competizioni automobilistiche. Per riuscirci, Paul è determinato ad acquisire la maggior esperienza possibile dentro e fuori dalle piste. Questo significa buttarsi a capofitto nella competizione, anche nelle situazioni più impegnative. «Aver guidato ai massimi livelli delle gare kart mi ha dato il giusto assetto mentale per affrontare queste competizioni. All’inizio è stato un po’ difficile adattarmi alle gare GT, non ho avuto molto tempo per crescere e ambientarmi», ammette Paul. «L’ho dovuto fare man mano. Ho dovuto capire e imparare durante le gare. Non è semplice, ma sono riuscito a farlo abbastanza bene. Certamente i primi due anni non sono stati eccezionali, se confrontati con chi è passato dalle monoposto alle GT, ma per me è stato molto bello perché ho dovuto dare il massimo di me subito. Correre in questa categoria è stata l’unica opportunità che avevo per competere nell’automobilismo, non avevo in programma altro. Sono contento di tutto ciò che è successo, anche le cose negative ti formano come pilota e sono contento di dove sono e di poter spingermi oltre».
In questo 2023 Paul ha fatto esattamente questo, alzando di molto la sua asticella. Oltre ad aver vinto quattro gare in GT Open insieme a Chovet, ha disputato un weekend nel GT Masters con il suo team di famiglia, ha avuto un brillante fine settimana nel DTM con Grasser e ha partecipato ad una gara della Sprint Cup nel GT World Challenge Europe, al volante di una Huracán del Vincenzo Sospiri Racing insieme a Yuki Nemoto, un altro Young Professional Driver Lamborghini. «Partecipare a quattro campionati diversi è stato positivo per me», afferma Paul. «Mi piace prendere parte a competizioni di alto livello, nelle quali devo dare il massimo. È così che si guadagna esperienza rapidamente. Ho disputato due anni nell’ADAC GT Masters più o meno nelle stesse circostanze e ad un certo punto sembra mancare quel qualcosa che si può acquisire altrove. Poter guidare sui diversi tracciati del GT Open, andando poi nel DTM con tutte le piccolo cose che conosco già e poi ancora nel DTM, con un format diverso e correndo contro squadre diverse, sono elementi che mi hanno formato molto come pilota».
Non si sa ancora dove correrà Paul nel 2024. Senza dubbio, questa stagione ha dimostrato che il tedesco è uno dei più veloci giovani piloti in circolazione in questo momento.
