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Team Insight: Pfaff Motorsports

A novembre 2024, l’atmosfera all’interno del quartier generale del team Pfaff Motorsports, a Toronto, in Canada, era cupa. Molto cupa. Eppure, si trattava pur sempre di una squadra che aveva conquistato alcune delle gare più importanti al mondo, oltre a due titoli nel campionato IMSA GTD.

Improvvisamente, infatti, l’esistenza stessa del team sembrava in dubbio. Dopo la separazione dal precedente marchio partner, la possibilità che la squadra, celebre per la sua iconica livrea “Plaid” e amata da migliaia di fan, non prendesse parte a nessuna gara nel 2025 stava diventando sempre più concreta.

La situazione era così grave che il team principal, Steve Bortolotti, fu costretto a iniziare a licenziare parte del personale «All’inizio di novembre dissi alle persone di iniziare a cercare un nuovo lavoro, perché in quel momento stavamo pianificando solo qualche partecipazione a competizioni monomarca», spiega Bortolotti.

«Poi Erik [Skirmants, Lamborghini North America manager] mi contattò chiedendomi se avessimo già un programma definito per il 2025 e, in caso contrario, se fossimo interessati a parlarne. Fu un totale colpo di fortuna; era un martedì sera, stavo portando a spasso il cane e la cosa semplicemente accadde. Informai la squadra, ma ovviamente a quel punto sembrava solo un sogno irrealizzabile che potesse concretizzarsi. Trattenni il più possibile i ragazzi, e una volta che tutto fu definito, a inizio dicembre ci mettemmo subito all’opera per riportare alcune delle persone che avevamo perso. Lamborghini fu straordinaria nel presentarmi persone che conoscevano già la vettura. Il nostro ingegnere, David Grabengiesser, aveva vinto il campionato DTM nel 2024, e c’erano altre persone che magari non avevano grande esperienza in IMSA, ma conoscevano molto bene la Huracán GT3 EVO2, il che fu fantastico. Abbiamo lavorato duramente insieme per mettere in piedi la squadra».

Nel giro di pochi mesi, Pfaff era passata dalla disperazione alla preparazione di una nuova stagione. Ma c’era ancora molto lavoro da fare. Una vettura completamente sconosciuta, nuove relazioni e una scadenza sempre più vicina per completare lo shakedown e prepararsi al Roar Before the 24, la giornata ufficiale di test della 24 Ore di Daytona, prova inaugurale dell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship 2025, avrebbero richiesto lunghissime ore di lavoro in tempi strettissimi.

«Quel supporto di Lamborghini fin dall’inizio, con l’approccio ‘Sappiamo che è tardi, ma vediamo insieme dove sono le lacune e come possiamo colmarle’, è stato davvero un segnale incoraggiante. Avere quel tipo di appoggio dalla Casa madre è stato qualcosa di fantastico. Di solito, nel motorsport, l’approccio è: ‘Tu sei il cliente, arrangiati’. Ma in questo caso era tardi per entrambi. La cosa più incredibile è che siamo riusciti a fare lo shakedown della vettura a gennaio, prima di andare al Roar. Stava andando tutto quasi fin troppo liscio, al punto da chiederci: ‘Dov’è la fregatura?’. Non avevamo nemmeno pianificato un vero rollout della vettura, ma le cose si sono mosse molto velocemente. I ragazzi hanno fatto turni lunghissimi in officina, restando anche tutta la notte, ed è stato un grande sforzo, considerando che eravamo nel periodo natalizio e molti di loro hanno passato parecchio tempo lontano dalle famiglie».

La breve pausa invernale imposta dal calendario IMSA, che tradizionalmente inizia l’ultimo weekend di gennaio, porta con sé sfide particolari. In circostanze normali, una squadra come Pfaff Motorsports avrebbe il tempo di smontare e ricostruire più volte una nuova vettura prima del debutto. Ma il tempo non era dalla loro parte. La Lamborghini Huracán GT3 EVO2 arrivò in officina il 16 dicembre, appena cinque settimane prima del Roar che si sarebbe disputato a Daytona, a oltre 2.000 km di distanza.

Al debutto assoluto, durante il Roar, il team fece segnare il miglior tempo, alimentando grandi speranze per la settimana di gara. E quelle sensazioni furono confermate nelle prove: la #9 Huracán GT3 EVO2, guidata da Andrea Caldarelli, Marco Mapelli, Jordan Pepper e James Hinchcliffe, concluse in testa la prima sessione e seconda nella terza. Partita quinta in griglia, la vettura, con Caldarelli al volante, balzò subito al comando della classe GTD Pro, prima che un pit-stop lento la retrocedesse in fondo al gruppo. Senza perdersi d’animo, la #9 rimontò fino a rientrare in lotta per il podio, ma un incidente multiplo la costrinse al ritiro con il calare della notte. Fu un inizio difficile, ma promettente, soprattutto considerando i limiti imposti dall’inverno.

«È un lavoro in corso», commenta Bortolotti «Nel motorsport nulla è mai facile, ma Lamborghini ci ha dato gli strumenti per lavorare, e i ragazzi hanno tantissima esperienza, soprattutto con una vettura che ormai conosciamo a fondo. Abbiamo ricevuto anche un grande aiuto da Wayne Taylor Racing e Forte, che corrono con Lamborghini da diversi anni, ed è stato prezioso. La Casa madre, in questo caso Lamborghini, ha fatto un ottimo lavoro nel raccogliere le conoscenze dei team e condividerle con i nuovi partner. Non molti costruttori lo fanno: di solito i team tengono per sé quelle informazioni».

Pfaff Motorsports gestisce una piccola squadra, ma molto esperta, con sette persone a tempo pieno nella sede di Toronto, ai quali si aggiungono ingegneri e meccanici freelance nei weekend di gara, per un organico complessivo di 19 persone. Negli ultimi dodici mesi il gruppo si è unito ancora di più. Nel 2026 la collaborazione tra Lamborghini e Pfaff Motorsport proseguirà, con l’arrivo della nuova Temerario GT3.

«È una cosa enorme, solo sapere con certezza che correremo anche il prossimo anno è un sollievo incredibile», riflette Bortolotti «Possiamo finalmente ordinare le tute da gara! Quest’anno non ho dovuto chiedere favori a nessuno, come invece ho fatto mille volte l’anno scorso. Di solito sono piuttosto organizzato, ma nel 2024 avevo aspettato fino all’ultimo minuto per ordinare le tute ignifughe. Ora non abbiamo più di questi pensieri».

Sono i piccoli dettagli, apparentemente insignificanti, a fare la differenza quando si guarda il quadro generale. E per Pfaff Motorsports, questa off-season servirà a prendere confidenza con un’altra nuova vettura: la Temerario. Ma, a differenza dell’anno scorso, il team non ripartirà da zero, potendo contare su una prima stagione IMSA positiva e ricca di spunti disputata con Lamborghini.

Competitiva su quasi tutti i circuiti, la #9 è riuscita a salire sul podio una sola volta nel corso dell’anno, con il terzo posto per Caldarelli e Mapelli tra le strade di Detroit, ma con una pole position a Watkins Glen. A questi risultati si aggiungono diverse prestazioni concluse con un podio sfiorato, come accaduto a Daytona, Laguna Seca e Indianapolis. Con queste premesse, Pfaff Motorsport può affrontare con grande fiducia la stagione 2026.

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