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Super Trofeo Stories: Tatiana Calderón
Sono trascorsi sei anni dall’ultima volta che Tatiana Calderón ha corso con una Lamborghini Huracán. Risale alla fine di gennaio del 2020 la sua partecipazione alla 24 Ore di Daytona con un equipaggio tutto al femminile schierato dal Grasser Racing Team.
Da allora la colombiana ha gareggiato praticamente ovunque. Dopo aver corso nella classe LMP2 del Mondiale FIA WEC, nella IndyCar e nell’IMSA WeatherTech SportsCar Championship in classe GTD, nonché più recentemente nella Stock Car Brasil, è finalmente ritornata al volante di una vettura della Casa di Sant’Agata Bolognese.
Assieme a RAFA Racing, Tatiana affronta quest’anno la sua prima stagione nel Super Trofeo North America con un team prevalentemente femminile, alternandosi al volante della Lamborghini numero 2 con Jem Hepworth, vicecampionessa della classe Am nel 2025, mentre Chloe Chambers (in arrivo dalla F1 Academy) si alterna con Ian Porter sulla vettura gemella numero 68.
Calderón è salita per la prima volta sulla Huracán Super Trofeo EVO2 appena due settimane prima dell’apertura stagionale di Sebring.
“Le due vetture sono molto diverse; questo è un campionato monomarca e io non correvo in una serie monomarca da molto tempo, ma la vettura è davvero velocissima. - spiega Calderón - Se si guardano i tempi della GTD nell’IMSA non siamo poi così lontani e questo dimostra quanto possano essere veloci queste vetture. Allo stesso tempo, ti insegnano però a gestire il trasferimento di carico in modo diverso rispetto a una GTD. Oggi, guidare una GTD è quasi come guidare un piccolo prototipo, anche se più pesante. La Super Trofeo, invece, è completamente differente e sono rimasta davvero sorpresa dalla velocità sul dritto. Su queste vetture si possono modificare molte meno cose rispetto alle GTD, ma sono sicuramente molto divertenti da guidare. Per me la differenza più grande è la frenata della Super Trofeo, soprattutto per la pressione che si può esercitare sul pedale. Negli ultimi anni ero abituata all’ABS e ad altre regolazioni che variano a seconda del costruttore, ma sono rimasta impressionata dai tempi sul giro. Quando ho guidato la vettura per la prima volta, soprattutto dal punto di vista delle sospensioni, si percepivano chiaramente le differenze. A Sebring, che è una pista molto sconnessa, a volte sembra quasi di dover salvare la pelle in ogni curva. Il modo in cui la Super Trofeo rallenta è impressionante, ma spiccano anche la trazione in uscita di curva e la velocità massima”.
Calderón può vantare una carriera nel motorsport lunga 17 anni e iniziata nel 2009. Dopo avere scalato le categorie monoposto dalla Formula 3 alla GP3, fino alla Formula 2, diventando infine collaudatrice e pilota di sviluppo per il team Sauber di Formula 1, la colombiana nel 2020 si è orientata verso le gare endurance.
Quell’unica apparizione con Lamborghini nel 2020 ha preceduto un impegno più consistente nelle competizioni GT e nei prototipi, che l’ha vista correre nell’European Le Mans Series, nel WEC e nella classe GTD dell’IMSA, intervallando queste esperienze con una stagione in IndyCar e un breve ritorno in Formula 2.
Tutto questo bagaglio di esperienza è convinta che l’abbia resa molto più completa e pronta per la sfida unica che oggi è rappresentata dal Lamborghini Super Trofeo North America.
«Penso proprio sia così. Con tutta l’esperienza accumulata, mi sento sicuramente più preparata. Non lo nego, è molto più facile passare da una vettura con poco grip a una con più aderenza, mentre io sto facendo praticamente il percorso opposto, quindi all’inizio è stato un po’ sorprendente. Tuttavia, aspetti come la gestione degli pneumatici, i cambi pilota, le partenze e molte situazioni tipiche delle gare endurance sono abbastanza simili, e mi sento particolarmente a mio agio in questi contesti. Ho imparato molto negli anni e so che il Super Trofeo continuerà a insegnarmi nuove cose nel corso della stagione. Ci sono aspetti che non affrontavo da tempo come le qualifiche, perché nell’IMSA era quasi sempre il pilota Bronze a disputarle. Ma le gare sprint sono sempre divertenti e avere esperienze così diverse alle spalle è un vantaggio che ti rende più completa”.
Nonostante si sia trovata a dovere imparare rapidamente molte cose, Calderón può contare sull’aiuto della sua compagna di squadra Hepworth, vincitrice di più gare nella classe Am nel 2025. Il supporto e i consigli di chi conosce già le particolarità del campionato e della Huracán Super Trofeo EVO2 si sono rivelati molto preziosi.
“A volte non sai se un determinato comportamento dipende dalla macchina oppure da te. - prosegue Calderón - Poter imparare da Jem, che ha già un anno di esperienza, è stato davvero utile. Per esempio capire se conviene preservare maggiormente gli pneumatici nella fase iniziale della gara o quanto degrado potremo avere nel finale. Oltre a questo, mi ha aiutata a comprendere regolamenti, procedure e il funzionamento generale del campionato.
Stiamo lavorando molto bene insieme e sappiamo cosa dobbiamo migliorare per crescere. Essere in una coppia Pro-Pro è impegnativo, perché nessuna delle due si aspettava questa classificazione, ma è stata la scelta fatta e adesso dobbiamo fare un passo avanti e lottare con i migliori”.
Grazie alla recente esperienza maturata nell’IMSA, Calderón non ha avuto bisogno di pensarci troppo quando si è presentata l’opportunità di correre con RAFA Racing nel Super Trofeo. Ma come è nata questa collaborazione?
«Il motorsport è davvero un mondo piccolo. - sorride Calderón - Sono da molto tempo amica di Toni Calderón (Chief Operating Officer di RAFA Racing) e avevamo già discusso diverse opportunità all’interno del progetto RAFA Racing. Credo che abbiano costruito una squadra straordinaria in pochissimi anni. Abbiamo iniziato a parlarne probabilmente alla fine del 2025, quando si è liberato un posto nel Lamborghini Super Trofeo. Avevo già disputato due stagioni nell’IMSA, quindi conoscevo le piste e sapevo che il livello sarebbe stato elevato. Non avevo però capito fino in fondo quanto fosse competitivo il campionato fino al primo round di Sebring. Ci sono tanti nomi importanti e la vettura è impegnativa ma estremamente piacevole da guidare. Quando dici che guidi una Lamborghini, la gente rimane inoltre entusiasta: anche questo è davvero fantastico”.
