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Super Trofeo Stories: Colin Queen
Il percorso di Colin Queen nel motorsport, all’apparenza, può sembrare comune con quello di migliaia di altri piloti nel mondo. Il californiano ha iniziato a correre sin da piccolo nel karting, per poi passare alle categorie propedeutiche delle monoposto prima di spostarsi nel mondo delle GT, debuttando quest’anno nel Lamborghini Super Trofeo. Una storia come tante altre, si direbbe. Ecco, le somiglianze con tutti gli altri piloti finiscono qui. Infatti, Queen ha dovuto superare qualche ostacolo in più rispetto ad alcuni dei suoi coetanei.
Nato con una cardiopatia congenita, il membro del Lamborghini Young Driver Programme ha combattuto con la stessa determinazione fuori pista quanto dentro. Ma grazie alla sua tenacia e al suo impegno, Queen non solo è riuscito a perseguire una carriera nel motorsport, ma è anche riuscito a eccellere. «Sono nato con un difetto cardiaco congenito. Il lato sinistro del mio cuore è gravemente sottosviluppato dalla nascita. Ho dovuto affrontare tre operazioni a cuore aperto prima dei tre anni di vita. Per fortuna, da allora non ho dovuto affrontarne altre. Sono stato molto fortunato. I medici hanno svolto un lavoro davvero incredibile. Mi hanno permesso di vivere una vita piuttosto sana e normale.
La mia condizione influisce sul modo in cui devo allenarmi fisicamente: è molto diverso da quello che fanno molti altri piloti. Faccio tanti esercizi a basso carico e alte ripetizioni, allenamenti a circuito. Non faccio molta attività cardiovascolare, ma credo di essermi allenato molto duramente negli anni e affrontare il calore dell’abitacolo durante una gara per me non è mai stato un problema.
Le malformazioni cardiache sono le malformazioni congenite più comuni al mondo. La mia, a dire il vero, è piuttosto rara. Tuttavia, sono la prova che queste cose non significano necessariamente che non si possa vivere una vita completamente normale».
L’ascesa di Queen nelle categorie del motorsport non è stata compromessa dalla sua condizione, tutt’altro. La carriera del californiano cresciuto in Florida sta decollando rapidamente, dopo aver trascorso buona parte dei primi anni di attività lontano da casa, nel Regno Unito. Queen ha corso nel prestigioso campionato Formula Ford 1600, correndo su alcuni dei migliori circuiti britannici, come Brands Hatch, Knockhill, Oulton Park e Silverstone. Ha anche partecipato al celebre Formula Ford Festival. «Mi è sempre stato detto che, se volevo trovare un punto d’appoggio nel motorsport e progredire davvero come pilota, dovevo andare in Europa e nel Regno Unito per fare esperienza su quel tipo di piste», racconta Queen.
«La Formula Ford è stata probabilmente la vettura e il campionato perfetti per aiutare la mia crescita. Bisogna davvero capire come funzionano la meccanica e la dinamica della vettura. Inoltre, mi ha aiutato a imparare a guidare sul bagnato, cosa che nel Regno Unito accade spesso!»
Dopo un paio di stagioni nei campionati GB4 e GB3, Queen ha deciso di tornare negli Stati Uniti per iniziare una carriera nelle GT, debuttando nel Super Trofeo North America a Sebring a marzo. «Per me, tornare a casa è stata la decisione giusta. Ho sempre voluto fare carriera nel motorsport. La nostra strategia era di andare il più lontano possibile nelle formule e, quando fossi stato pronto, fare il passaggio alle GT. Credo sia il momento ideale per me e competere nel Super Trofeo quest’anno con Ansa Motorsports è stato davvero un sogno che si è realizzato. Il team è stato fantastico: mi hanno messo nelle condizioni ideali per adattarmi alle GT. Avevo fatto solo due giorni di test prima della prima gara; quindi, adattarmi alla vettura non è stato semplice. Nonostante questo, sono riuscito ad abituarmi abbastanza rapidamente».
Provenendo dal mondo delle monoposto, dove si corre da soli, Queen ammette che ha impiegato un po’ di tempo per abituarsi alla realtà di condividere la vettura con un compagno. Ma nonostante la novità, lui e il suo compagno per il 2025, Enzo Geraci, sono partiti con il piede giusto. In due occasioni hanno tagliato il traguardo per primi con la Huracán Super Trofeo EVO2 #4, salvo poi perdere la vittoria per una penalità. Tuttavia, Queen è rimasto soddisfatto del passo gara mostrato dalla coppia nella loro prima stagione insieme. «Condividere la vettura con un compagno è un po’ diverso, ma me la sono cavata bene. Secondo me, anche la mia gestione degli pneumatici è stata buona. La quantità di tempo che trascorro in vettura durante le gare, circa 25-30 minuti, è molto simile alle mie esperienze nelle monoposto, quindi quell’aspetto non è cambiato. Io ed Enzo abbiamo trovato subito un ottimo affiatamento. Come gestione di gara, non abbiamo sbagliato praticamente nulla per tutta la stagione».
Grazie a questi risultati, il ventenne americano è stato selezionato come uno dei Lamborghini Super Trofeo Junior Drivers, arrivando tra gli otto piloti scelti per la shootout di fine anno a Misano. Per Queen, l’attenzione allo sviluppo dei piloti e un chiaro percorso di crescita sono stati i motivi principali per scegliere di gareggiare nel Super Trofeo Nord America. «È stato un vero piacere rappresentare il marchio e far parte del programma junior quest’anno», aggiunge Queen. «L’opportunità che Lamborghini offre ai giovani piloti è fantastica ed è uno dei motivi per cui ho deciso di partecipare al campionato. È un marchio incredibile per me: mi ha dato modo di mostrare il mio talento e di entrare a far parte del programma. Il mio obiettivo a lungo termine è diventare un pilota ufficiale Lamborghini. Per il futuro ci concentreremo su questo».
Queen, con la sua prima stagione nel Super Trofeo 2025, ha attirato l’attenzione sia in patria sia, soprattutto, a Sant’Agata Bolognese. La sua storia è un autentico esempio di determinazione e perseveranza, anche quando le condizioni non sono a proprio favore.
