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Getting to Know: Patric Niederhauser

Sono passati dieci anni dall’ultima volta che il nome di Patric Niederhauser è stato associato a Lamborghini Squadra Corse. Nonostante nel corso delle varie stagioni abbia conquistato diversi successi con altri marchi, il rapporto che lo ha legato alla Casa di Sant’Agata Bolognese ai tempi del suo impegno nel Lamborghini Super Trofeo Europa non si è mai interrotto.

Per questo motivo il suo ritorno, assieme al nuovo partner strategico Lamborghini per il 2026, Rutronik Racing, rappresenta un vero e proprio cerchio che si chiude per l’esperto pilota svizzero, che lo scorso anno si è laureato campione Endurance del GT World Challenge Europe prevalendo per un solo punto al termine di un finale di stagione al fotofinish a Barcellona.

Fin dai suoi primi anni nel karting, dopo essere stato magicamente attratto dalle corse assistendo assieme al padre al Gran Premio di Spagna, Niederhauser non ha mai sopito questa sua grande passione. Al termine di un percorso che lo ha portato fino alle massime categorie prima della Formula 1, ottenendo diverse vittorie nella GP3 Series, nel 2015 ha optato per intraprendere una strada differente e debuttare in GT.

Una scelta che si è rivelata quella giusta. Un successo conquistato alla fine di quello stesso anno nelle Lamborghini World Finals di Sebring, gli aprì le porte nel 2016 al Lamborghini Young Driver Program. Successivamente (assieme a Audi) conquistò il titolo dell’ADAC GT Masters nel 2019, continuando il proprio percorso che nel giro di poche stagioni lo ha confermato come uno dei piloti GT3 di maggiore interesse nel panorama internazionale.

Con la Casa di Sant’Agata Bolognese, Niederhauser è oggi pronto a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo della nuova Lamborghini Temerario GT3.

Benvenuto in Lamborghini Squadra Corse, o forse dovremmo dire bentornato. Che sensazione si prova a ritrovare Lamborghini, questa volta da pilota ufficiale?

È una sensazione fantastica tornare in Lamborghini e sono davvero onorato di far parte nuovamente dell’azienda. Anche se ho corso per altri marchi negli ultimi anni, non abbiamo mai perso i contatti e ci siamo incontrati spesso sui circuiti. Quando ho iniziato nel Super Trofeo, nel 2015, il mio sogno era diventare pilota ufficiale e, durante quei due anni, ho lavorato così tanto con Lamborghini, sia in pista sia fuori, che sembrava davvero una famiglia. Ho costruito dei rapporti molto solidi. È stato il mio primo contatto con un costruttore. Anche se purtroppo, alla fine del 2016, le nostre strade si sono separate. Alla fine, però, ci siamo ritrovati e oggi è come tornare a casa. Anche quando ho visitato Sant’Agata Bolognese durante l’inverno ho ritrovato persone che avevo conosciuto dieci anni fa. È stata davvero una bellissima sensazione.

Cosa ti ha convinto maggiormente a firmare con Lamborghini?

Le ragioni sono tante, ma la principale è il progetto Temerario GT3. Mi è sembrato immediatamente qualcosa di estremamente interessante, perché si tratta di una vettura completamente nuova e ho la possibilità di essere presente fin dall’inizio del suo ciclo di vita. Ovviamente non si tratta di un progetto destinato a durare due anni, ma di un programma a lungo termine, e questo ha attirato molto la mia attenzione. Partecipare allo sviluppo di qualcosa di così importante è estremamente stimolante.

In passato hai fatto parte del Young Driver Program Lamborghini, durante la tua esperienza nel Lamborghini Super Trofeo. Quali ricordi conservi di quel periodo?

All’inizio, provenendo dalle monoposto, ero abituato ad avere un ingegnere o un meccanico che mi allacciasse le cinture di sicurezza, perché in quelle vetture non c’è abbastanza spazio per farlo da soli. Durante il mio primo test non riuscivo nemmeno ad allacciarmi le cinture da solo, semplicemente perché non avevo mai dovuto farlo prima nella mia carriera. Nelle gare endurance, invece, è fondamentale saperlo fare, dato che si divide l’auto con altri piloti e i pit stop si svolgono in circa 12 secondi. Ci siamo fatti una bella risata tutti insieme. A parte questo episodio, i ricordi dei miei primi anni con Lamborghini sono straordinari. Mi sono divertito moltissimo nel Super Trofeo e ho apprezzato anche i numerosi progetti Accademia a cui ho partecipato.

Quali sono gli obiettivi principali per la stagione 2026?

Sono un pilota e il mio obiettivo è sempre quello di vincere il campionato. Tuttavia, credo che dobbiamo essere realistici, trattandosi del primo anno con una vettura completamente nuova. Sicuramente è una stagione di apprendimento. L’obiettivo principale è conoscere a fondo la macchina, comprenderne il comportamento e massimizzare il potenziale delle nostre prestazioni. Dopo questo percorso iniziale vedremo cosa ci riserverà il futuro.

Sul nostro nuovo partner per questa stagione, Rutronik Racing, che conosci molto bene, cosa puoi dire? Cosa può portare a Lamborghini dal punto di vista della squadra?

Abbiamo una storia importante insieme. Ho conquistato il mio primo titolo GT3 nell’ADAC GT Masters con Rutronik nel 2019 e quel successo ha avuto un impatto enorme sulla mia carriera. Dopo aver lasciato Lamborghini avevo attraversato alcuni anni difficili e avevo perso parte della mia fiducia. Loro mi hanno aiutato moltissimo a ritrovarla. Nel motorsport, quando si ottengono risultati insieme, c’è sempre una ragione. Credo che tra noi esista una comprensione autentica, un grande rispetto reciproco e una fiducia totale. È difficile da spiegare a parole, ma la continuità tra piloti e squadra può fare una differenza enorme.

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