NEWS

Getting to Know: Danny Formal

12 Dicembre 2025

Danny Formal è uno dei principali protagonisti Lamborghini nel Nord America.
Tre volte campione del Lamborghini Super Trofeo regionale e vincitore in IMSA GTD con il team di riferimento Wayne Taylor Racing, il costaricano, residente in Florida, vive nel mondo delle corse fin dai primi anni di vita. Ancora oggi, oltre a correre in auto, rimane fedele alle sue radici sfidando i migliori piloti del mondo nei campionati di karting internazionali.

Entrato nel programma Lamborghini Young Professional Driver nel 2023, Formal ha visto e fatto di tutto al volante della Huracán, e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Vive e respira le corse, con la stessa dedizione dentro e fuori dalla pista. Viene quindi naturale chiedersi da dove venga la motivazione di Danny Formal.

Come hai iniziato con il motorsport?
«Ho iniziato molto giovane con il karting, a sei anni, perché mio padre partecipava alle gare in Costa Rica, dove ho vissuto fino ai sette anni. Il mio compleanno è il 24 dicembre, quindi ricordo che un giorno, all’inizio di dicembre, qualcuno mi fece provare il suo kart e me ne innamorai subito: avevo già un bel ritmo! Mio padre lo capì e, per il mio compleanno, comprò il mio primo kart. Era molto piccolo e io ero un bambino piuttosto alto. In tre mesi ero già cresciuto troppo e dovetti passare alla categoria successiva, quella dei ragazzi più grandi. Non potevo gareggiare perché era riservata a chi aveva dai dieci anni in su. Aspettai due anni e mezzo, ma nel frattempo mi allenai tantissimo. È lì che tutto è iniziato.»

Cos’hai fatto dopo il trasferimento negli Stati Uniti?
«Nel 2003 ci siamo trasferiti in Florida, visto che mio padre è americano. Ho fatto tutto il resto della mia carriera negli Stati Uniti. Non mi sono praticamente mai fermato: corro ancora oggi nei kart quando posso. Nel 2020 ero ancora nel karting e il team con cui ero in quel momento decise di prendere un paio di Lamborghini Super Trofeo. Mi chiesero se volessi guidarne una: non ci pensai nemmeno. Ero tipo: “cosa?”, e loro: “vuoi fare una gara del Super Trofeo?”. Così ho chiamato i miei genitori, ho accelerato il processo per conseguire la licenza IMSA, ho fatto la mia prima gara e da lì è iniziato tutto! Ho fatto due gare, le ho vinte entrambe in Pro-Am a Sebring e poi, a fine anno, ho ricevuto un’altra telefonata. Era da parte di Travis di Wayne Taylor Racing. Poco dopo ho iniziato la mia carriera con loro».

Com’è stato il passaggio dal karting al Lamborghini Super Trofeo?
«Il rapporto peso/potenza fa una grande differenza in qualsiasi vettura, ed è lo stesso anche per i kart. Quasi tutti i piloti di Formula 1 hanno guidato un kart KZ e sono incredibili: vanno da 0 a 100 km/h in tre secondi, sono velocissimi. Quando sono passato al Super Trofeo, correvo ancora professionalmente nel karting, e lo stile di guida è molto simile a quello di un KZ: molto stop and go. Ovviamente la Huracán Super Trofeo ha molta più potenza; non puoi far scorrere la vettura in curva, devi entrare profondo, farla ruotare e dare gas perché la gomma posteriore è abbastanza stretta e non puoi portare la stessa velocità in ingresso che avresti con una GT3. Il salto è stato impegnativo, certo, ma non così enorme come si potrebbe pensare».

Cosa serve per diventare campione nel Lamborghini Super Trofeo?
«Onestamente, la chiave è capire che abbiamo tutta questa potenza, ma gomme limitate. L’aspetto più importante è mantenere viva la vettura e ridurre al minimo il degrade gomme per il tuo compagno di guida è l’aspetto più importante per avere successo nel Super Trofeo. Quando ho iniziato volevo farmi vedere, dimostrare a tutti e al team che ero il più veloce; ma questo non conta se non vinci. Io e Kyle Marcelli eravamo un po’ così all’inizio: volevamo essere più veloci dell’altro. Ma alla fine del 2021 abbiamo deciso che non importava chi fosse il più veloce, purché fossimo insieme i più veloci al traguardo. Questo è uno sport di squadra, non individuale. Puoi concentrarti su te stesso solo se corri da solo, ovviamente, ma la maggior parte delle volte il titolo Pro viene vinto da equipaggi di due piloti. In questo caso, lavorare insieme per migliorare la vettura e per migliorarsi a vicenda è quello che fa vincere i campionati».

Questo metodo di lavoro si applica anche in GTD nell’IMSA GTD?
«Assolutamente sì, al 100%. Con la Huracán GT3 EVO2 è un po’ più semplice. Al pit-stop si montano quasi sempre gomme nuove; quindi, non devi gestirle come nel Super Trofeo. Sei responsabile delle tue gomme: se spingi troppo e le usi, poi devi gestirle. Nelle gare dell’Endurance Cup si tratta di gestire tutto il resto: devi arrivare alle ultime due ore con la vettura in buone condizioni. Questo significa niente danni alle appendici aerodinamiche, nessun danno. Il nostro piano è semplice: Trent Hindman parte, io finisco e Graham Doyle guida nella parte centrale. Io e Trent abbiamo uno stile molto simile, gli piace ciò che piace a me sulla vettura, quindi il setup è abbastanza lineare. Graham non ha lo stesso livello di esperienza, sta a noi aiutarlo a crescere».

Cosa significa per te far parte del programma Young Professional Driver?
«Faccio parte del programma Young Drivers da diversi anni, dal 2021, e ho vinto lo shootout a Portimão nel 2022. È un grandissimo onore per me, mi ha aiutato molto nella carriera per viaggi, spese e tante cose a cui normalmente non pensi. È fondamentale per un giovane pilota ricevere questo tipo di supporto, soprattutto da un marchio come Lamborghini. Amo far parte del programma, tutti in Lamborghini sono stati fantastici con me negli anni. Anche la questione della lingua: non parlo italiano, ma sono sempre stati estremamente disponibili. Sono molto orgoglioso di quello che abbiamo costruito insieme».

NOTIZIE COLLEGATE

Super Trofeo Stories: Nick Groat